Le misure INPS per arginare il rischio epidemiologico da Covid-19

Messaggio HERMES.09/03/2020.0001013

Data comunicazione: 08/03/2020

Premessa

In considerazione dell’evolversi della situazione epidemiologica, del carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia e dell’incremento dei casi di contagio sul territorio nazionale, avuto riguardo alla rimodulazione delle aree territoriali definita dal D.P.C.M. dell’8 marzo 2020 ed alle ulteriori misure di contenimento ivi indicate, si dispone quanto segue.

1.    Misure di contenimento del contagio nella regione Lombardia e nelle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia

1.    Servizi al Front end

Per le Strutture rientranti nei suddetti territori si dispone che tutti i servizi informativi sono integralmente assicurati dal servizio di call center provinciale, che dovrà essere presidiato con gli stessi standard di qualità e nelle consuete fasce orarie di apertura al pubblico (20 ore settimanali, 4 giornaliere); il servizio erogato tramite sportello fisico è garantito attraverso un presidio con il compito di informare i cittadini di tale modalità sostitutiva del servizio tradizionale. Con analoghe modalità da remoto (messaggistica, email, pec, telefono, etc.), dovranno essere gestite le risposte differite e tutte le interazioni con gli utenti che si renderanno necessarie a qualunque titolo, per assicurare il corretto svolgimento del servizio.

I Direttori regionali e di coordinamento metropolitano dovranno chiedere l’immediata attivazione del servizio telefonico, comunicando i numeri telefonici interni da associare al numero unico capofila che sarà pubblicizzato all’esterno. Tali comunicazioni dovranno pervenire agli indirizzi di posta elettronica uccmanagement@inps.it e covid19@inps.it (oggetto “TECNOLOGIA”) secondo le modalità già individuate al paragrafo 3 del messaggio hermes n. 976/2020.

1.    Spostamenti del personale

In applicazione dell’art. 1, comma 1, lett. a) del D.P.C.M. dell’8 marzo 2020, dovrà essere evitato ogni spostamento dei dipendenti, in entrata e in uscita, nonché all’interno dei suddetti territori collocati in zona rossa, salvo che nei casi motivati da comprovate esigenze lavorative, secondo le indicazioni del Datore di lavoro. Ne consegue che i dipendenti che si trovano nella condizione sopra descritta devono privilegiare lo svolgimento di lavoro a distanza ed in tal senso devono avanzare richiesta ai Dirigenti responsabili che la tratteranno in conformità a quanto descritto nei successivi paragrafi  1.4 e 2.2

1.    Eventi aggregativi a qualunque titolo

Sono sospese in entrata e in uscita, nonché all’interno dei suddetti territori, tutte le missioni, le riunioni, i corsi di formazione e qualunque altro evento che, per il carattere aggregativo, non consenta il rispetto della distanza minima di un metro. Potranno essere utilizzati strumenti per la partecipazione da remoto, in call conference o video.

1.    Modalità di svolgimento del lavoro agile (smart working)

Al fine di coniugare efficacemente lo svolgimento del servizio pubblico con le prescrizioni del D.P.C.M. 8 marzo 2020 in materia di mobilità e assembramento, i Direttori regionali e di coordinamento metropolitano dovranno favorire il massimo ricorso alla modalità di lavoro agile, privilegiando, oltre alle categorie individuate al paragrafo 5.1 del messaggio Hermes 976/2020, i dipendenti che risiedono in località diverse dalla sede di servizio e i lavoratori sui quali grava la cura dei figli in età scolare.

Inoltre potranno temporaneamente svolgere attività lavorativa in modalità agile anche i dipendenti che prestano servizio nei suddetti territori, non hanno presentato domanda di smart working, ma posseggono un pc personale e un collegamento di rete; a tale fine, sarà sufficiente inoltrare al Dirigente responsabile l’istanza, il cui modello è allegato al Messaggio Hermes 999/2020.

Alle autorizzazioni provvederanno i Direttori provinciali , i direttori regionali e di coordinamento metropolitano cureranno l’autorizzazione dei dipendenti in forza presso le Direzioni regionali e di coordinamento metropolitano.  Le Direzioni regionali e di coordinamento metropolitano cureranno inoltre la consuntivazione, il controllo e il corretto adempimento degli obblighi di formalizzazione per le strutture di propria competenza. I Direttori, nell’autorizzare i richiedenti, terranno primariamente conto dei criteri di cui al messaggio Hermes n. 976 del 5 marzo u.s., punto 5.1, secondo capoverso. In ogni caso verranno autorizzati i richiedenti che risiedono ovvero abbiano domicilio al di fuori delle zone c.d. “rosse” e che debbano accedere ad esse per raggiungere la sede di servizio.

Le autorizzazioni decorreranno dall’effettiva operatività dello smart worker e l’assenza dal servizio nel periodo intercorrente tra l’autorizzazione amministrativa e la effettiva operatività andrà giustificata con assenze ad altro titolo o ferie, a partire dalle ferie residue dell’anno 2019.

I Direttori potranno accogliere, con operatività immediata e sempre con riferimento ai criteri citati, le richieste degli smart workers già autorizzati in regime sperimentale ordinario che richiedano di aumentare le giornate di lavoro agile in tutto o in parte.

1.    Attività di vigilanza ispettiva

Si dispone la sospensione di tutte le attività di vigilanza ispettiva presso i Comuni dei territori di cui al presente paragrafo.

1.    Attività del Centro Medico Legale

Considerato che le visite mediche dell’Istituto ai cittadini affetti da patologie croniche non sono finalizzate alla cura ma all’erogazione di misure assistenziali o previdenziali, si dispone il differimento di tutte le visite assistenziali e previdenziali presso le UOC/UOST medico legale, anche al fine di evitare spostamenti non necessari ai cittadini. Dovranno essere esaminate le sole domande di invalidità civile e handicap presentate ai sensi della legge n. 80/2006 nelle modalità previste dal paragrafo 2.4 del messaggio n. 714/2020.

Considerato che gli accertamenti fiscali rappresentano un possibile canale di diffusione dell’epidemia e un motivo di rischio per il personale medico, si dispone la sospensione delle visite mediche di controllo, domiciliare e ambulatoriale.