Il consiglio dei ministri di ieri, 15 ottobre, ha approvato la finanziaria per il 2017: dopo un primo annuncio di 26,5 miliardi, il tesoro ha precisato ieri sera che ammonta a 27 miliardi il peso complessivo della manovra 2017.

Il governo Renzi prevede, per il 2017, l’aumento del PIL dell’1% con l’obiettivo mirato di un deficit fissato al 2,3% del PIL. L’intenzione del governo è quella di proseguire la correzione dei conti pubblici, cercando contemporaneamente di dare una mano all’economia; sostegno alla crescita e alla competitività associato al tentativo di ridurre la spesa, difficile soprattutto nei settori più controversi sul piano politico

20 miliardi in 8 anni per il “pacchetto competitività” per le imprese: superammortamento, iperammortamento, credito di imposta su ricerca e sviluppo, un miliardo di crediti per gli investimenti alle Piccole e Medie Imprese (pmi), incentivi per le assunzioni, aumento della detrazione fiscale per le pmi innovative, agevolazioni fiscali sul capital gain, azzerata l’Irpef agricola, esonero previdenziale totale per i primi tre anni per gli agricoltori under 40.

Si attendono 4 miliardi di gettito aggiuntivi proveniente dalla fusione di Equitalia all’Agenzia delle Entrate e 2 miliardi in entrata dal “rientro dei capitali”/bis.

Investimento di 7 miliardi nel triennio 2017-2019 per la riforma delle pensioni (Ape agevolata, Ape ordinaria, aumento della quattordicesima); la flessibilità in uscita potrebbe favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro .

3 miliardi per il bonus ristrutturazioni e il miglioramento dell’efficienza energetica esteso a condomini e hotel per far ripartire l’edilizia: 4,5 miliardi per la ricostruzione delle zone terremotate del centro Italia.

Per welfare e famiglia, previsti 600 milioni per le famiglie con figli e a basso reddito, 500 milioni per la lotta alla povertà, 3 miliardi e mezzo extra UE per l’immigrazione.

1,9 miliardi per l’atteso rinnovo dei contratti del pubblico impiego e per nuove assunzioni tra le forze dell’ordine, 3 miliardi agli enti territoriali, un miliardo in più per scuole e università.

Confermato l’aumento di due miliardi (e non di uno) al fondo sanità (da 111 a 113 come aveva detto il ministro Lorenzin) per sostenere la spesa dei costosi farmaci salvavita e per stabilizzare infermieri e medici precari: tra questi speriamo i medici fiscali che attendono una stabilizzazione con il polo unico dopo un’attività lavorativa più che ventennale, stabilizzazione prevista anche dalla legge delega della riforma del pubblico impiego.

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