L’emendamento sulla medicina fiscale alle ultime battute in Senato

Lamedicinafiscale.it ha incontrato il senatore Giorgio Pagliari, relatore del ddl Madia sulla riforma del pubblico impiego in Commissione Affari Costituzionali al Senato: all’interno di questo corposo disegno di legge, è presente anche un emendamento che mette le basi per la riforma della Medicina Fiscale in Italia.


La Medicina Fiscale è divisa, in questo momento, in due branche: quella per il settore privato, in capo all’INPS, e quella per il settore puibblico, in capo alle regioni. La prima, che conta sullo stesso corpo medici da più di vent’anni, fidelizzato da un rapporto professionale caratterizzato da una serie di incompatibilità che lo ha legato a sè in maniera imprescindibile, ha ottenuto ottimi risultati in termini di lotta all’assenteismo a fronte di costi contenuti (50 milioni di euro all’anno per 1300 medici, fino al 2012, per 12 milioni circa di lavoratori nel settore privato): la seconda scarsissimi risultati in termini di lotta all’assenteismo (la spesa per malattia per il pubblico impiego è del tutto fuori controllo) a fronte di costi elevati (70 milioni di euro all’anno per circa 3 mln di lavoratori nel settore pubblico).


L’emendamento in questione prevede, come primum movens, il passaggio delle competenze in capo all’INPS per il controllo della malattia del pubblico impiego.

Sen. Pagliari, ci spieghi l’iter parlamentare previsto per l’emendamento sulla Medicina Fiscale.

La relazione tecnica ha avuto parere favorevole dal MEF, passaggio indispensabile per poter procedere: il MEF è intervenuto attivamente sul testo del’emendamento. Si badi, infatti, che il MEF esprime un giudizio non solo economico ma anche e soprattutto politico. l’emendamento 13.500 e il 13.500/9 hanno avuto parere favorevole dal Governo. Martedì prossimo il testo riformulato sarà messo ai voti in Commissione Affari Costituzionale per il via libera definitivo.

Qual è il testo dell’emendamento  riformulato che verrà votato in Commissione?

L’emendamento delega il Governo a mettere a punto decreti legislativi per la riorganizzazione delle funzioni in materia di accertamento medico-legale sulle assenze del servizio per  malattia dei dipendenti pubblici, al fine di garantire l’effettività del controllo, con attribuzione delle relative competenze e delle risorse attualmente impiegate nella Pubblica Amministrazione per l’effettuazione degli accertamenti. E’ stato aggiunto “con la previsione, in sede di prima applicazione, del prioritario ricorso alle liste di cui all’articolo 4 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101”.  Se otterrà il voto favorevole in Commissione Affari Costituzionale, la discussione passerà alla Camera e poi la parola spetterà ai decreti attuativi.

A questa riforma hanno creduto e stanno credendo tanti parlamentari: in tanti si sono impegnati fattivamente per questa riforma. Un nome per tutti?

Il  Senatore Amedeo Bianco.

Il suo giudizio personale su questo emendamento?

La riforma della Medicina Fiscale può portare ad un significativo risparmio della spesa pubblica e può ovviare a quei problemi di assenteismo che sono emersi recentemente (vedi l’assenza di 835 vigili urbani romani su 1000 per l’ultimo dell’anno, ndr)


Il nostro incontro con il senatore Pagliari è iniziato nel suo studio nell’Archivio di Stato ed è proseguito in Senato perchè, da uomo di legge qual è, ha voluto essere estremamente preciso e documentato nel rispondere alle nostre domande. Ricordiamo anche che, ai sensi dell’articolo 1, comma 340 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, viene riconosciuta la priorità ai medici inseriti nelle liste speciali INPS di cui all’articolo 4, comma 10-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125: sono i medici fiscali INPS attualmente in servizio presso l’INPS  che hanno  il diritto di fare le visite di controllo nel settore pubblico. La Medicina Fiscale INPS deve continuare ad essere una disciplina a parte, ben differenziata dalle altre attività dei centri medico-legali INPS, senza alcuna commistione di sorta. Oltre ad individuare le risorse, il testo dell’emendamento così riformulato  lascia, giustamente, spazio di inserimento a quelle poche centinaia di medici che in questo momento effettuano visite fiscali per le ASL in regime di libera professione. La volontà politica del governo Renzi (e del ministro Madia, in particolare) di arrivare finalmente al polo unico della Medicina Fiscale c’è e la stiamo toccando con mano: vedremo nei prossimi giorni l’evoluzione di questa riforma, che sta facendo trattenere il fiato a 1250 medici fiscali INPS e alle loro famiglie che da quasi due anni stanno aspettando una positiva soluzione della loro tormentata vicenda professionale.

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Al senatore Pagliari va il nostro ringraziamento per la professionalità e la disponibilità che ha dimostrato anche in questo frangente.

Federica Ferraroni

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