LETTERA APERTA AI COLLEGHI DELLA MEDICINA FISCALE

La nostra associazione, costituitasi formalmente da poco, non è l’ultima arrivata. E’ da quasi un anno che intorno al forum e alla Rivista della Medicina fiscale si è raccolto un gruppo di colleghi medici fiscali. In questi mesi abbiamo dibattuto, elaborato, sviluppato idee e strategie che  si sono finalizzate in numerosi incontri con membri del governo, sottosegretari, parlamentari, con l’onorevole Vargiu, con il Presidente Bianco, con i rappresentanti sindacali.

Per questo ci è parso giusto, ma direi anche doveroso, per rispetto a noi stessi, al lavoro che abbiamo svolto in questi mesi per la categoria dei medici fiscali,  chiedere di partecipare al prossimo incontro intersindacale e interassociativo di dopodomani 4 ottobre.  Sembrava che ci fossero delle preclusioni e dei veti, ma abbiamo potuto appurare, grazie alla gentilezza della dottoressa Ceramelli, che tale veto non esisteva almeno da parte Nidil-Cgil , contrariamente a quanto ci era stato rappresentato.

Infatti non si vede il perché di una esclusione aprioristica. A me pare che si tratti di una ingiusta preclusione, anche senza senso, lasciatemelo dire. Mi si diceva che non siamo voluti perché saremmo nati da poco. Ma non posso crederlo, perché allora lo SMI? Mi si diceva che non siamo voluti perché non siamo sindacato. Però nell’incontro è invitata giustamente un’ associazione.  Io credo che non ci si voglia perché il nostro vicepresidente ha i capelli neri.

E perché mai  dovremmo essere esclusi? La nostra proposta , più volte avanzata a chiare lettere sulla Rivista, è chiara e non mira a creare divisioni all’interno della nostra categoria. Vogliamo la costituzione del Polo Unico come via più logica e razionale per risolvere i nostri problemi e anche ( perché non riconoscerlo ?) per il bene dell’Italia, che ricaverebbe solo giovamento e risparmio di spesa dal contenimento dell’assenteismo pubblico e privato. Siamo inclusivi, nel senso che non facciamo preclusioni e distinzioni tra medici fiscali Inps e Asl, monomandatari e quant’altro. Siamo aperti nel senso che vogliamo raggruppare tutti i medici che si occupano per l’Inps di medicina fiscale e di invalidità civile, perciò accogliamo sia i medici fiscali sia i medici delle commissioni per l’accertamento della invalidità civile sia i medici strutturati dell’Inps, sia i medici fiscali Asl. Non siamo contro nessuno e non vogliamo escludere nessuno, tanto che siamo disposti al dialogo con tutti e lo abbiamo dimostrato aprendoci ai contributi esterni. Perciò come mai queste preclusioni? e perché accettarle? Non faremmo un buon servizio alla verità se accettassimo tale stato di cose supinamente. Crediamo e sappiamo di poter contribuire con le nostre forze in modo positivo alla risoluzione dei nostri problemi di lavoro.

Per queste ragioni  ringrazio voi per l’attenzione e il collega De Pau con lo SNAMI per la lodevole iniziativa di un incontro che speriamo positivo, a prescindere dalla presenza o meno della AIMPAF.

Cordialmente, Marcella Magnino