Lettera Aperta del Segretario Nazionale FIMMG Giacomo Milillo

Lettera aperta al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e a tutti i Parlamentari.

 

Egregio Ministro Poletti, Onorevoli Senatori e Deputati,

la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (FIMMG), che, oltre ad essere il Sindacato medico italiano più numeroso in ambito sanitario, è anche l’Organizzazione Sindacale più rappresentativa dei medici di controllo INPS, denuncia ancora una volta alla Vostra attenzione la situazione di disagio che circa 1.400 medici, che svolgono attività di medicina fiscale, vivono da circa un anno. Situazione che raggiunge livelli di drammaticità per circa 400 colleghi.

L’INPS nel 2013, facendo riferimento alla così detta “spending review”, ha drasticamente ridotto le visite fiscali per malattia Ciò, senza produrre benefici per la collettività ma solo danni, ha comportato i disagi oggetto di denuncia, conseguenti alla perdita di buona parte del reddito per la maggior parte dei medici e per 400 di loro, i più dediti al servizio, della totalità.

La Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati ha condotto in queste settimane un’utile ed approfondita indagine conoscitiva sul tema, che ha ulteriormente evidenziato il danno per la collettività.

Da alcuni dati INPS si evince in modo inequivocabile che la riduzione del numero dei controlli ha determinato un aumento della spesa per indennità di malattia di circa 12,5 milioni di euro rispetto all’anno precedente. A ciò si devono aggiungere ulteriori 15 milioni di mancate entrate per l’INPS direttamente conseguenti al provvedimento in questione. In definitiva, a fronte di un presunto risparmio di 28,3 milioni si sono avuti maggiori oneri per un valore di quasi 27,4 milioni, nonostante la riduzione degli occupati di circa 500.000 unità e la sostanziale costanza della cassa integrazione.

Fra i costi dell’operazione si devono computare inoltre: il venir meno di un essenziale elemento di contrasto a comportamenti assenteisti non presumibili nè identificabili al momento della certificazione, l’aumento dei costi del lavoro delle aziende che sostengono circa il 50% della indennità di malattia, il mancato introito per lo Stato di circa 10 milioni di euro per l’IRPEF non versata dai medici fiscali ed infine la severa riduzione dei contributi versati all’ENPAM, la cassa previdenziale dei medici.

In definitiva il “Sistema Italia” ha in realtà avuto un danno quantificabile economicamente nel triplo di quanto risparmiato.

Inoltre, le esigue risorse destinate ai controlli di malattia per i 12 milioni di dipendenti privati stridono con i 70 milioni di euro stanziati dallo Stato per i controlli di circa 3 milioni e mezzo di dipendenti pubblici.

Per quanto sopra, ormai quasi conclusi i lavori della Commissione Affari sociali, ed alla luce degli elementi dalla stessa evidenziati, riteniamo doveroso, oltre che razionale, richiedere al Governo un rapidissimo ed incisivo intervento ed alle forze parlamentari una forte azione di sostegno.

Auspichiamo, perciò, che Il Polo Unico di medicina di controllo, proposto dalla FIMMG da oltre 3 anni, condiviso da tutti gli altri sindacati ed in modo trasversale da vari gruppi parlamentari, come testimoniato dalle molte proposte emendative all’atto di conversione di recenti decreti legge, nonché esplicitamente condiviso dall’INPS, trovi immediata realizzazione. 

Cordiali saluti.

 

 

Il Segretario Generale Nazionale

Giacomo Milillo