Bando,  Graduatorie, Attribuzione di Incarico a 900 medici legali INPS.

Non si placa il dibattito intorno alla decisione INPS di attribuire un incarico retribuito per l’attività dei centri medico-legali INPS a medici già pensionati.

Pubblichiamo di seguito la lettera, inviata per conoscenza alla nostra redazione, di un medico pensionato che fa parte dei 900 medici convenzionati, indirizzata alla presidente FNOMCeO Roberta Chersevani, che aveva posto l’attenzione sulla questione nel documento FNOMCeO dello scorso 24 aprile.

Come è nostra consuetudine, in questa rubrica tuteliamo la privacy dell’autore non mettendo il suo nome.

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Di fronte al perdurare di quella che è stata chiamata “ Crociata contro i pensionati”, relativamente al bando di assunzione da parte dell’ INPS di 900 medici, in buona parte scatenata dalla Sua lettera del 24/04/2016, sentendomi chiamato in campo ed essendo iscritto all’ Ordine dei Medici, penso che sia opportuno   dare voce anche alla pur esigua parte in causa ( mi risulta nella regione Emilia Romagna inferiore del 6% degli assunti con il bando).

Prima di tutto sarebbe stato corretto precisare cosa si intende per “collocati in quiescenza” come indicato nella Sua comunicazione :   in tale espressione si pensa debbano essere compresi coloro che sono stati posti in quiescenza passivamente per raggiunti limiti di età (come appare immediatamente dalla lettura della comunicazione) ma anche coloro che si sono posti attivamente in quiescenza prima del raggiungimento di tali limiti per vari motivi (e questo non pare così evidente dalla comunicazione stessa). Questa ultima è infatti la condizione del sottoscritto e di altri colleghi iscritti all’ Ordine professionale. Chi in tale condizione è entrato in servizio , in base ai titoli presentati , a seguito della graduatoria del bando NON SI SENTE AFFATTO LEGALMENTE E MORALMENTE, (situazione per me ancora più importante) IN DIFETTO RISPETTOA COLLEGHI PIU’ GIOVANI per le ragioni di seguito riportate.

Non solo infatti non si è sottratta opportunità di lavoro a colleghi più giovani, ma anzi si è lasciato un posto di lavoro ( per il sottoscritto attività di MMG convenzionato i cui limiti per la quiescenza erano di altri 4 anni) più redditizio, a tempo indeterminato, con assicurazione per assenze per malattia e con versamenti per la futura pensione ( presupposti non contenuti nel bando di assunzione INPS).

Quanto sopra riguarda considerazioni morali, ma basta seguire la Giurisprudenza ( si guardino le conclusioni di vari TAR) per comprendere quanto anche legalmente non vi siano ostacoli anche per i posti in quiescenza passivamente per la partecipazione a bandi, proprio in ossequio alla legge Balduzzi e Decreto applicativo Madia.

L’ entrata a gamba tesa della FNOMCEO pare quindi inopportuna e poco approfondita, anche se in tale aggettivazione si è preferita l’ eleganza più che la franchezza..

L’ interpretazione più comune della comunicazione FNOMCEO ha contribuito infatti pesantemente al nascere di tensione in certi sedi INPS nei confronti dei cosidetti “pensionati”, clima che certamente non vi era quando anni fa il sottoscritto ha lavorato presso l’ Istituto e si accoglievano i colleghi giovani e i meno giovani ( provenienti dal SSN) con sentimento di solidarietà che , si pensa, dovrebbe ispirare ogni uomo e in particolare gli esercenti la stessa professione. Inoltre non va sottovalutato il fatto che l’ apprendimento di procedure al computer necessita di non più di alcuni giorni al massimo in caso di docente e discente di medie capacità, mentre per il possesso di mentalità medico legale occorrono vari anni di esperienza oltre la specializzazione in medicina legale. Ci si chiede anche se vi sia un numero sufficiente di medici legali, quando è noto in alcune commissioni medico legali il presidente non è medico legale, quando   dove per legge dovrebbe esserlo, per la carenza di tali figure sul territorio nazionale.

Ci si domanda inoltre dove era l’ Ordine quando si elevava il numero dei pazienti da 1500 a 1800 per i MMG o quando si tolleravano i “ turni massacranti “ in Ospedale per cui siamo stati sanzionati dall’ Europa ; in queste occasioni si pensa che si sarebbe potuta avere, in nome dell’ etica professionale, una almeno seppur timida opposizione per la creazione reale di nuovi posti di lavoro e, al tempo stesso, per la tutela dei posti di lavoro già in atto in condizioni tali da favorire il rimanere dei titolari fino al raggiungimento del limite di età invece che incentivare il loro abbandono per le situazioni createsi. Inoltre , si crede, vi sarebbe stata un migliore possibilità di difesa della professionalità medica anche contro la vertiginosa ascesa del numero di contenziosi per malpractice.

Viene da fare infine una considerazione generale riguardo l’ Ordine dei medici. Tale Istituzione pare avere perduto certe prerogative positive che erano ad essa proprie alla sua nascita per mantenerne altre negative ( mi riferisco al ventennio fascista) come la elezione di una lista unica nei vari consigli provinciali ( senza opposizione e che definirei bulgara). Se viene persa anche la ponderata funzione dell’ Ordine di indirizzo etico, penso che allora possa giustificarsi la scarsa partecipazione alle attività e alla sedute elettorali dei vari Ordini provinciali e la percezione di molti che ormai la funzione dell’ Ordine sia solo sanzionatoria, quasi non fosse già sufficiente quella esercitata dagli organismi (magistratura e istituti di appartenenza) come per altre professioni. Si comprende quindi come anni fa si ventilasse l’ ipotesi di abolizione degli ordini.

Lettera firmata

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