Marianna Madia al Convegno sulla Medicina Fiscale

madia 2Martedì, 24 maggio 2016, Roma, ore 10.15, biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”, convegno sulla riforma della Medicina Fiscale.

Tutta la platea aspettava l’arrivo annunciato del ministro della Funzione Pubblica Marianna Madia, colei che si è assunta l’onere mettere mano alla riforma della Medicina Fiscale che era attesa da anni e che nessuno, finora, aveva voluto completare seriamente.

E’ arrivata accompagnata dal suo staff che, quanto lei, ha preso a cuore la questione e la sta portando a termine, dopo mesi di studio e di preparazione, goccia nel mare immenso della riforma della Pubblica Amministrazione che il governo Renzi si appresta a varare nei prossimi giorni (prima dell’estate).

Il ministro ha parlato con cognizione di causa,dimostrando di conoscere minuziosamente la problematica, sciogliendo i nodi con le anticipazioni che si è apprestata a dare ad una platea in silenzioso ascolto.

” Capisco bene che questa è una platea non casuale, che sa bene di cosa stiamo parlando. È qui ad ascoltare per capire cosa stiamo facendo”.

L’esordio del Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione è secco e preciso. Non c’è spazio per i preamboli tanto cari a molti politici. Non legge, ma parla “a braccio”, si capisce subito che sa con precisione di cosa parla, conosce la materia.

Una breve introduzione, doverosa, per inquadrare l’argomento specifico nel più complesso sistema di riforma della P.A., il cui scopo ultimo e prevalente è “potenziare il Servizio al Cittadino”.

E in questo si inserisce la Medicina Fiscale, con la Legge sul Polo Unico:

” …. Il decreto legislativo che sta per arrivare, nei mesi di giugno e luglio, sulle visite fiscali e sui controlli ai dipendenti pubblici, si inserisce proprio in questa logica ( il potenziamento del servizio al cittadino, ndr): noi vogliamo una legislazione seria, una legislazione efficace, una legislazione che ci consenta di valorizzare le risorse e le persone, per fare in modo che le visite ci possano essere quando sono necessarie, per fare in modo che le visite ci possano essere e che possano essere fatte con regolarità”.

Una prima notizia, dunque, sta in quel “Il decreto legislativo che sta per arrivare, nei mesi di Giugno e Luglio”; il decreto va approvato in via preliminare entro Luglio, per essere poi emanato in via definitiva entro febbraio 2017.

Una legislazione “per fare in modo che le visite ci possano essere, e che possano essere fatte con regolarità“.

Che coi chiari di Luna degli ultimi tre anni non è cosa di poco conto, per molti Medici Fiscali – statisticamente l’80% – che a fronte di reperibilità e disponibilità giornaliera si devono accontentare di 20 visite mensili.

Importante anche il passo successivo, dove dice che nel tempo che ci separa dall’approvazione al Consiglio dei Ministri, non si resterà con le mani in mano, ma saranno affrontate le due criticità che nascono da questo progetto:

La prima è quella che riguarda le risorse; noi stiamo facendo un analisi molto concreta del lavoro svolto, non un analisi astratta, noi ci impegniamo a far si che nel polo unico ci sia la destinazione di risorse necessarie per far in modo che questa riforma sia una riforma efficace.

Questo cambiamento lo abbiamo voluto noi, e sarebbe schizofrenico volere un cambiamento e poi non mettere il polo unico in condizioni di lavorare.”

C’è dunque coscienza del problema delle risorse (“risorse necessarie per far in modo che questa riforma sia una riforma efficace“) e del loro utilizzo (“noi ci impegniamo a far si che nel polo unico ci sia la destinazione...”).

La seconda criticità: il capitale umano.

Chi lo fa? Il capitale umano…

Noi per legge vogliamo che prima di tutto vengano coinvolti i medici delle liste speciali …”

Affermazione di grande impatto, una rassicurazione ed un preciso impegno di garanzia di continuità lavorativa, tutt’altro che scontata, come hanno dimostrato le continue manipolazioni interpretative della legislazione.

Insomma, più che uno spiraglio, una finestra aperta sull’enrosadira, sull’alba di questa nuova stagione della Medicina Fiscale.

Un alba che ancora indugia e che ancora non svela tutti i particolari del paesaggio.

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Guglielmo Sergi

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