il mare e la schiuma

La categoria dei Medici Fiscali da 45 anni garantisce il diritto dei lavoratori ad avere un medico terzo nella verifica dello stato di malattia, come sancito dall’art. 5 dello Statuto dei Lavoratori.

Questo introduce il divieto ad “accertamenti da parte del datore di lavoro sulla idoneità e sulla infermità per malattia o infortunio del lavoratore dipendente.”

“Il controllo delle assenze per infermità può essere effettuato soltanto attraverso i servizi ispettivi degli istituti previdenziali competenti, i quali sono tenuti a compierlo quando il datore di lavoro lo richieda.”

Sostanzialmente l’ art 5 della legge 300/700 introduce il principio di terzieta’ del medico fiscale.

Erano i tempi in cui il servizio veniva garantito dall’ex inam e successivamente dalle ASL.

Dal 1970 (anno della firma dello Statuto dei Lavoratori) ad oggi, tale diritto e’ stato rispettato, attraverso le leggi e i DM che hanno regolamentato la medicina di controllo sia nel settore privato che in quello pubblico.

Oggi finalmente la legge Delega della Riforma della Pubblica Amministrazione ha sancito il riordino della materia affidando le funzioni di controllo interamente all’INPS, che in questi decenni ha dimostrato l’efficacia del proprio modello di intervento nel settore privato.

Noi Medici Fiscali guardiamo con estremo interesse alla nascita del cosiddetto Polo Unico della Medicina Fiscale in capo all’INPS e ringraziamo tutti coloro (Istituzioni, Enti, Colleghi, Amministratori e Politici) che si sono lungamente spesi per raggiungere questo obiettivo.

Allo stesso tempo, rivendichiamo con orgoglio l’appartenenza ad una categoria la cui terzietà è sempre stata garanzia di tutela dei lavoratori e dei datori di lavoro, nonche’ garanzia di sostenibilita’ dell’istituto stesso della malattia, e non può essere messa in discussione.

Riteniamo che le Istituzioni debbano far di tutto per garantire tale diritto dei lavoratori e, quindi, chiediamo che in sede di stesura del decreto che dara’ attuazione alla lettera f dell’art 13 della Legge Delega, si ponga estrema attenzione affinche’ sia mantenuta e tutelata l’autonomia della figura del Medico Fiscale e l’indipendenza del suo contratto, fino ad oggi efficacemente garantita dalla normativa in vigore.

Chiediamo, quindi, che la normativa che regolamentera’ il settore della Medicina Fiscale tenga conto del principio di autonomia del Medico Fiscale, di cui all’Art 5 dello Statuto dei Lavoratori, per evitare qualsiasi condizione che possa mettere in soggezione direttamente o indirettamente il Medico Fiscale inficiandone il principio stesso di terzieta’.

Allo stesso tempo chiediamo che la categoria non venga di fatto messa in liquidazione, trasformandola in una categoria ad esaurimento, ma al contrario se ne programmi il futuro, perchè la Medicina Fiscale cresca e si sviluppi ulteriormente anche dopo il raggiungimento dell’età pensionabile dei Medici Fiscali attualmente in servizio.

La normativa che regolamentera’ le condizioni di arruolamento dei Medici che si occuperanno di tale compito, deve continuare a mantenere, come e’ stato finora, indipendenza dalla diretta gestione dell’INPS poiche’ l’Ente, pagando direttamente la malattia, non puo’ garantire, per il suo essere parte in causa, condizioni di terzieta’.

Con il recente conferimento all’INPS della possibilita’ di una gestione dell’ente improntata a principi privatistici, le cose si sono complicate ulteriormente in relazione alla garanzia di terzieta’.

Le esigenze ,che potremmo definire  “aziendalistiche”,  mal si conciliano con il diritto collettivo ed individuale alla salute, basato su presupposti sociali differenti e, per certi versi, incompatibili.

D’altronde Il fatto che la legge 638/83 abbia previsto che l’INPS istituisca le liste dei medici, ma non decida  sull’entità del trattamento economico e sui relativi schemi di convenzione in merito al rapporto lavorativo, testimonia quale sia stata finora la volonta’ in merito alla difesa della terzieta’ della categoria dei medici fiscali.

Tale funzione non puo’ essere esercitata da Medici convenzionati direttamente dall’Ente con bandi o graduatorie direttamente gestiti dall’Ente, come nel caso dei Medici Esterni che si occupano di Invalidita’ Civile. L’ipotizzata commistione di funzioni che si avrebbe con la creazione della figura del medico polivalente (o, meglio, medico competente in Medicina INPS) in seno all’INPS, medico che si occuperebbe di tutte le funzioni esercitate dall’Ente, sia di malattia sia di invalidita’, e arruolata con procedure concorsuali direttamente gestite dall’Ente, andrebbe a cozzare irrimediabilmente con l’art. 5 dello Statuto dei Lavoratori, vanificando un diritto fondamentale che ha 45 anni di storia.

Volendo fare una riflessione il concetto di medico polivalente che ritroviamo nei desiderata dell’INPS da lunga data,  da  l’idea di versatilità è quindi di possibilità di utilizzare le  risorse umane in maniera piu’ efficiente. In realta’ i medici INPS , sia i dipendenti che , nei fatti , anche i medici esterni (convenzionati con i bandi annuali), svolgono gia’ tutte le mansioni a cui l’ente deve assolvere, ad esclusione dei controlli fiscali domiciliari.

Quindi dietro un termine (polivalente) che promette maggiore efficienza in realta’ si cela molto piu’ semplicemente il  passaggio di tutte le competenze in materia di medicina  fiscale  sotto la diretta gestione dell’INPS, comprese la gestione contrattuale dei medici fiscali, cosa che, come gia’ chiarito, confligge con l’esigenza di terzieta’ della categoria.

D’altronde i carichi di lavoro della medicina fiscale provenienti dalla pubblica amministrazione , sommati ai carichi di lavoro provenienti dai datori di lavoro privati e ai carichi di lavoro derivanti dalle richieste di visite da ufficio dell’INPS (e’ di questi giorni una chiara affermazione del Prof. Piccioni nel corso di una intervista pubblicata su lamedicinafiscale.it  ” … si dovrà avere un aumento anche delle visite nel settore privato: attualmente il numero di visite ai dipendenti privati è diminuito troppo e questo non potrà essere continuato…” ),  determineranno un impegno lavorativo che abbisognera’ di tutte le unita’ lavorative in atto impegnate nel settore della medicina fiscale che tutt’al piu’ potrebbero allargare la propria attivita’ con le mansioni di sede strettamente  connesse alla stessa medicina fiscale come il controllo agli assenti e quant’altro.

Concludendo, dietro al no al medico polivalente non si cela un rifiuto a completarsi professionalmente, allargando le proprie competenze, ma il tentativo di salvaguardare l’autonomia professionale e contrattuale della categoria, a garanzia dei lavoratori e dei datori di lavoro nonche’ a garanzia della sostenibilita’ dell’istituto stesso della malattia,  che con il medico polivalente sparirebbero.

Col passaggio delle competenze sotto la diretta gestione INPS sparirebbe in pratica la categoria dei medici fiscali cosi’ come intesa negli ultimi 30 anni, mandando ad  esaurimento i medici attualmente impegnati, che gestiti direttamente dall’INPS non possono certamente sperare in un futuro prossimo roseo.

Chiediamo quindi, in primis, alla FNOMCeO e alla politica di salvaguardare l’autonomia della categoria dei medici fiscali e del loro contratto.

Giuseppe Battaglia

Comments are closed.

L’amministratore della rivista “La Medicina Fiscale”

Medici fiscali, Vargiu: “Polo Unico di controllo per garantire i diritti dei lavoratori in malattia”

  “Per garantire il diritto di malattia di tutti i lavoratori occorre evitare ogni abuso di assenze e certificazioni. Confondere […]

Un accordo alto

Giovedì scorso, 20 marzo, a Roma presso la sede INPS di Via Ciro il Grande, su invito della Dirigenza dell’Ente, […]

Lettera Aperta del Segretario Nazionale FIMMG Giacomo Milillo

Lettera aperta al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e a tutti i Parlamentari.   Egregio Ministro Poletti, Onorevoli […]

INVITO UFFICIALE

A seguito dei nuovi recenti sviluppi, dell’invito da parte dell’INPS all’incontro del 20 marzo e al successivo incontro  che si […]

on. Teresa Bellanova, nuovo sottosegretario al Lavoro

teresa

  Teresa Bellanova   è nata a Ceglie Messapica, Brindisi, il 17 agosto 1958. E’ sposata con Abdellah El Motassime.   Comincia […]

La nostra lettera all’ on. Vargiu

Gentile Presidente Vargiu analizzando quanto rappresentato dall’INPS nell’audizione del 26 febbraio 2014, vorremmo sottoporre alla sua attenzione alcuni punti sui […]

Equo compenso e precari della PA al vaglio nella finanziaria 2018

images-1

Sale l’agitazione delle categorie dei liberi professionisti in materia di equo compenso per il quale sono al vaglio delle commissioni […]

Concorso INPS per medici competenti in Toscana

images-1

Avviso di selezione pubblica, mediante richiesta di disponibilità, per il reperimento di un contingente di medici specialisti cui conferire incarichi […]

#TerzoTempoTour a Bergamo

terzotempo

Il “Terzo Tempo” è la fase dell’attuazione pratica della Riforma Madia della pubblica amministrazione che avrà bisogno di diverso tempo […]

Lesioni personali da incidente stradale: gli obblighi per i medici

privacy

Dopo l’introduzione della legge sull’omicidio e lesioni personali stradali nel marzo del 2016, esiste per tutti i medici italiani il […]

Verso la fine

madia 2017

Si sta per aggiungere l’ultimo tassello alla riforma della PA: il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici. Ieri si sono […]

Petrone. La nuova “stagione contrattuale” per i medici INPS non dipendenti: prospettive ed obiettivi della FIMMG

alfredo

All’indomani dell’apertura del tavolo tra INPS e Sindacati per la stipula della convenzioni in forma di accordo collettivo su base […]