Nuove norme in materia di certificazione di morte e del suo invio telematico all’INPS

L’art. 1 della legge n. 190 del 23 dicembre 2014 comma 303 inserisce l’obbligo per i medici necroscopi italiani di trasmettere per via telematica all’INPS il certificato necroscopico redatto al capezzale del defunto. “art 1 comma 303. All’articolo 2 del decreto-legge 30 dicembre 1979, n. 663, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33, e successive modificazioni, e’ aggiunto, in fine, il seguente comma: «A decorrere dal 1º gennaio 2015 il medico necroscopo trasmette all’Istituto nazionale della previdenza sociale, entro 48 ore dall’evento, il certificato di accertamento del decesso per via telematica on line secondo le specifiche tecniche e le modalita’ procedurali gia’ utilizzate ai fini delle comunicazioni di cui ai commi precedenti. In caso di violazione dell’obbligo di cui al primo periodo si applicano le sanzioni di cui all’articolo 46 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326.


 

L’INPS ha emesso la circolare n. 33 del 13 febbraio scorso sui presunti nuovi compiti del medico di medicina generale in merito all’invio telematico della certificazione di constatazione del decesso.

La norma finale n. 8 dell’A.C.N. attualmente vigente, non prevede tra i compiti della Medicina generale funzioni di Medico necroscopo: tra i compiti affidati dal presente accordo ai medici di assistenza primaria, di continuità assistenziale e di emergenza sanitaria non rientrano le funzioni di medico necroscopo e di polizia mortuaria.

In questo momento sono previste pene pecuniarie (di importo variabile, dai 100 ai 300 euro) in caso di inadempienza sia per il medico necroscopo che per il medico di medicina generale.


Abbiamo chiesto un parere al Prof. Nicola Cucurachi, docente di Medicina Legale dell’Università di Parma.Cucucrachi


Qual è il significato della certificazione necroscopica?


Il rilievo e la certificazione necroscopica devono avvenire, per legge dello Stato (Regolamento di Polizia Mortuaria, DPR 285/90), non prima di 15 ore e non oltre le 30 dal decesso: hanno lo scopo di evitare la morte apparente, perché non venga inumata una persona ancora in vita, assegnando certezza legale all’evento morte.


Qual è il compito dell’ufficiale anagrafico?


Diverso è il compito della parte di competenza anagrafica: deve essere l’ufficiale anagrafico a provvedere alla cancellazione anagrafica della persona dichiarata morta e alla trasmissione all’INPS di questa dichiarazione definitiva, per permettere la cessazione di quelle prestazioni economiche godute da quella persona in vita (erogazioni di pensione, di invalidità civile, di legge 104…)


Quale deve essere la funzione del medico necroscopo?


Oggi come oggi, vista la novella normativa, al medico necroscopo competono sia funzioni di competenza medica che amministrativa. Sarebbe invece auspicabile un ripensamento con mantenimento di distinzione dei due ruoli. Il medico dovrebbe continuare a svolgere i rilievi medici inviando la relativa certificazione necroscopica agli uffici anagrafici: dovrebbe essere compito del servizio amministrativo, tra gli altri, inviare per via telematica all’INPS la dichiarazione di cancellazione definitiva dall’elenco anagrafico della persona defunta. Il motivo per cui il medico di medicina generale, oltretutto, non deve essere previsto in questa filiera lineare è semplice: aggiungere ai compiti medico legali del medico necroscopo un obbligo prettamente amministrativo è un atto forzoso e non funzionale. In ogni caso solo a seguito di apposita nomina il medico di medicina generale acquisisce il titolo di medico necroscopo.


Federica Ferraroni

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