PA, siglato un primo accordo con i sindacati

Palazzo_Vidoni_Roma

E’ stato siglato nella scorsa notte, dopo un incontro fiume durato 17 ore, l’accordo tra i sindacati e l’Ara, l’agenzia che rappresenta la PA come datore di lavoro.

Dopo 7 anni, si prosegue nella direzione data dal ministro Brunetta nel 2009 e si cerca finalmente di chiudere il cerchio di tutte le questioni rimaste in sospeso da allora: riduzione a quattro comparti (sanità, poteri locali, istruzione e ricerca, poteri centrali più la Presidenza del Consiglio), dagli undici comparti in cui è divisa adesso la PA, semplificando il quadro di distacchi e permessi. I 1.900 dipendenti e i 300 dirigenti di Palazzo Chigi  resterebbero un comparto a sè stante, visto che nessuno dei decreti attuativi ne prevede l’inclusione. La sanità e gli enti locali escono quasi intoccati da questa trasformazione (la dirigenza amministrativa di ASL e ospedali passerà ai poteri locali), l’Università si unisce alla ricerca e tutti gli altri comparti vengono unificati.

Questo passaggio pone il primo mattone per il rinnovo dei contratti ai tre milioni di dipendenti pubblici, sbloccati otto mesi fa dalla sentenza 178/2015 della Corte Costituzionale. Al tavolo di trattativa per il nuovo contratto saranno ammessi solo i sindacati che potranno dimostrare di avere raggiunto almeno il 5% nella media di voti e deleghe; per questo motivo, saranno ammesse alleanze, per formalizzare le quali ci sono 30 giorni di tempo.

Il pilastro portante della nuova casa arriverà con il nuovo testo unico del pubblico impiego della Legge Madia, atteso entro l’estate.

 

Federica Ferraroni