C ara Federica,

letto il ricco materiale disponibile sull’argomento, le lunghe discussioni che hanno animato i forum in questi mesi, e le ultime novità legislative, vorrei proporre alla tua attenzione una serie di considerazioni, che potrebbero sembrarti scollegate ma a mio avviso sono invece concatenate in un filotto del tutto razionale.

Qualche giorno fa, tra la SISAC e le OOSS (Sumai, Cisl medici, Fespa) è stato siglato il nuovo Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con gli specialisti ambulatoriali interni. Nell’ottica di dare maggiore stabilità ai professionisti sanitari, dopo sei mesi di prova si passerebbe al tempo indeterminato dando la priorità a chi ha già altri incarichi convenzionati. Altra novità è la regolarizzazione del potere di firma sindacale, legato alla reale rappresentatività: verrà applicata la normativa del contratto della dirigenza medica e solo chi avrà almeno il 5% dei sindacalizzati avrà potere di firma e l’accesso ai tavoli di trattativa. Con questo accordo, il contratto per la specialistica ambulatoriale si presenta ancora più attuale, in contrasto a chi sosteneva che fosse superato.

Tutto ciò non è privo di interesse per i medici INPS non strutturati, che sono fra i pochi nel vasto mondo sanitario a non avere ancora uno straccio di stabilizzazione, con contratti che non si collocano in nessuna situazione codificata, precari da sempre, vincolati all’Ente e fidelizzati, ricoperti da clausole di incompatibilità, legati da diversi obblighi che configurano lo stato di parasubordinazione, oltretutto senza che l’Ente stesso, che sarebbe in teoria l’autorità istituzionalmente preposta al controllo degli abusi nei versamenti dei contributi, versi i contributi ai suoi medici non dipendenti (di fatto dei co-co-co), esterni o fiscali che siano. Fra l’altro, il contratto della specialistica ambulatoriale è già applicato anche a medici non specialisti (come i medici penitenziari) e a medici non ambulatoriali (come i medici della navigazione).

Per quanto riguarda la medicina fiscale, questo contratto potrebbe risultare più vantaggioso e meno costoso dell’attuale a prestazione, il che non guasta in previsione dell’aumento considerevole di visite fiscali che si prefigura in vista dell’attuazione della riforma del Polo Unico, prossima ventura.

Oltretutto con il Polo Unico ci sarebbero le risorse necessarie per stabilizzare i 1250 medici fiscali INPS (insieme ai medici fiscali ASL che attualmente effettuano visite fiscali nel pubblico, in regime non di dipendenza). Il tutto, ovviamente, a patto che le risorse stanziate siano vincolate alla funzione della medicina fiscale e non utilizzate per altri scopi; queste stesse risorse sarebbero sufficienti per combattere efficacemente, con i mezzi e le professionalità mediche formate sul campo, l’assenteismo e ridurre la spesa per la malattia che nel pubblico impiego è attualmente del tutto fuori controllo.

A questo punto chiedo a te e a chi ha avuto la pazienza di seguirmi fin qui, dove sta l’errore (se errore c’è) nel mie considerazioni ferragostane, e in caso contrario, come mai risulta così difficile chiudere il cerchio con vantaggio per tutti.

Ringraziandoti per l’attenzione, ti saluto cordialmente

 

Lettera firmata

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