Perchè l’emendamento Moretto Marco Di Maio Vitiello Carnevali

Allo stato dell’arte, la riforma della medicina fiscale è attiva e i medici fiscali stanno lavorando, anche se con le risorse stanziate e i medici a disposizione si potrebbero eseguire un numero maggiore di visite evadendo tutte le richieste delle amministrazioni pubbliche, anche se dopo tre anni di trattative per il nuovo contratto dei medici fiscali la bozza in discussione è di gran lunga peggiorativa sia sul piano normativo che in quello dei compensi.

La riforma della medicina fiscale, comunque, funziona.

Allora perchè si è reso necessario presentare l’emendamento 25.3 a firma Sara Moretto, Marco Di Maio, Catello Vitiello ed Elena Carnevali?

Per capire questo, dobbiamo andare a vedere nei dettagli la legge di bilancio 2020 e leggere i commi 458, 459 e 460, che trattano apparentemente di tutt’altro, visto che si parla di convenzionare con un ACN, tramite una legge dello Stato e non tramite convenzioni personali tra medico ed Ente come è successo dal 2009 ad oggi, quei medici (non dipendenti) che svolgono lo stesso lavoro dei medici dipendenti e si occupano, quindi, di tutta la medicina ambulatoriale Inps (previdenziale ed assistenziale): invalidità  civile, invalidità e inabilità previdenziale. Questi medici svolgono anche la parte ambulatoriale della medicina fiscale, parte che in realtà, in base alle riforma Madia, dovrebbe essere svolta dai medici fiscali ma, prima o poi, anche questa parte della riforma diventerà operativa, con la firma del nuovo contratto.

Le risorse per questo “nuovo” convenzionamento sono 7,2 milioni a partire dal 2021 da aggiungere agli attuali 49 milioni di euro già attualmente stanziati dal Ministero del Lavoro, come recita la relazione tecnica che ha accompagnato quei tre commi.

Manovra: un emendamento per i medici Inps in convenzione

Invece, nelle tabelle della Legge di Bilancio e della RGS risulta che non si attinge a quei 49 milioni ma ai 50 milioni della riforma della medicina fiscale stanziati dalle amministrazioni pubbliche a partire dal 1° gennaio 2019 per svolgere le visite fiscali ai dipendenti pubblici.

Legge di Bilancio 2020: i medici convenzionati INPS

Questo significherebbe smantellare e cancellare la riforma della medicina fiscale stessa e, con essa, la lotta all’assenteismo per malattia nel settore pubblico, avendo davanti il modello positivo della medicina fiscale INPS nel settore privato che ha ottenuto, dopo anni di lavoro metodico e capillare, una riduzione dell’assenteismo per malattia dal 20 al 2%.

Il successo è alla portata di mano anche nel settore pubblico, nonostante i numerosi tentativi volti a bloccare i controlli verso i dipendenti pubblici assenti per malattia, come stabilito, nei tempi e nei modi, fin dalla Legge Brunetta.

L’emendamento 25.3 del Milleproroghe mira a correggere l’errore commesso nella finanziaria e ribadisce tutti i principi cardine della riforma della medicina fiscale: un corpo di medici fiscali valenti, che sono stati iscritti in una lista speciale ad esaurimento, valida a tempo indeterminato, che hanno la priorità a svolgere le visite fiscali nel settore pubblico e privato e che devono essere pagati con le risorse vincolate stabilite dalla Legge Madia, che non possono essere impiegate per nessun altro scopo. 

Milleproroghe: ammesso l’emendamento 25.3

Lamedicinafiscale.it seguirà, come sempre, gli sviluppi parlamentari.

 

Federica Ferraroni