Dopo aver letto con estremo interesse il recentissimo documento FIMMG sulle assenze per malattia nel settore pubblico, pubblicato anche sulla nostra rivista, abbiamo contattato il dott Alfredo Petrone, Segretario Nazionale INPS-FIMMG, che ha accettato di rispondere alle nostre domande.

 

  1. Quali sono, in sintesi, i dati più significativi riportati nel documento FIMMG?

Uno dei principali obiettivi della analisi fatta del Centro Studi del Settore FIMMG INPS, è stato quello sia di voler fotografare la attuale reale dimensione delle assenze di malattia nel pubblico impiego oltreché  comprenderne il trend confrontandolo nel contempo a quello del comparto privato. I numeri non danno adito a dubbi: i giorni medi di malattia di ciascun dipendente della Pubblica Amministrazione sono in costante aumento negli ultimi anni, rispetto al comparto privato appare eccessiva la percentuale di certificati con prognosi brevi se non addirittura di un solo giorno…. per non parlare di quella che è stata definita la “sindrome del lunedì”. Ovviamente i dati mostrano una spesa per lo Stato che appare spropositata in rapporto alla platea dei lavoratori: ecco perché abbiamo voluto evidenziare che se nel comparto pubblico il numero delle giornate di malattia si riconducesse a quello riscontrato nelle regioni più virtuose del privato, si potrebbe arrivare ad un “risparmio” quantificabile in circa un miliardo e mezzo di euro, con un miglioramento complessivo dell’efficienza delle varie amministrazioni pubbliche, dalla scuola ai comuni e agli ospedali.

 

2- Se, come sembra, appare evidente che la spesa per malattia nel settore pubblico continui ad essere fuori controllo con un conseguente aumento dei disservizi, cosa si può fare per arginare il fenomeno?

Ovviamente attuare l’idea portata avanti per circa sette anni dalla FIMMG ed oggi divenuta Legge con la riforma della PA: il passaggio di competenze all’INPS del controllo dello stato di salute dei lavoratori di malattia, il cosiddetto Polo Unico, che porterà degli indiscussi vantaggi tra i quali, senza la pretesa di essere esaustivi :

– un aumento della qualità dei controlli coordinati da una univoca regia manageriale a cura dell’INPS con consolidati standard operativi;

– un incremento dei livello di provvedimenti idoneativi, completa telematizzazione del processo con verbale telematico codificato mediante ICD9;

– la certezza dell’esecuzione degli incarichi in accordo anche con quanto previsto dalle norme in vigore attualmente non rispettate;

– la possibilità di scelta appropriata delle visite mediche di controllo domiciliare anche nel pubblico mediante l’uso del data mining;

– una maggiore efficacia nella lotta agli abusi, all’assenteismo e alle truffe con rigore metodologico ed immediatezza di risposta e di output.

 

3 – Si, ma con i certificati con prognosi brevissima, in particolare con quelli di un solo giorno di malattia, non c’è data mining o possibilità di scelta della visita.

Certo. Ecco anche perché per questo tipo di eventi, la FIMMG ha da sempre proposto che si valuti la possibilità di responsabilizzare il lavoratore con l’introduzione della auto attestazione del singolo giorno  di indisponibilità per motivi di salute, associato però ad un servizio ex post che garantisca la certezza di un eventuale controllo, cosa che può essere ottenuta con il passaggio all’INPS dei tale competenza.

 

4- Può spiegare meglio come fare a garantire la certezza del controllo?

Bisogna poter effettuare un numero di controlli adeguati a garantire la corretta gestione del controllo dello stato di salute sia del comparto pubblico che privato, avvalendosi della già presente telematizzazione del sistema, di un nuovo rapporto di lavoro orario ed a tempo pieno per i medici fiscali, della omogeneizzazione delle norme  come per esempio, ma non solo, le fasce di reperibilità che devono essere unificate e, possibilmente, pari ad almeno sei ore al giorno.

 

5 – Quali sono le condizioni indispensabili per avere una vera riforma della Medicina Fiscale?

Basta attuare quanto previsto dalla Legge 7 agosto 2015, n. 124 ed in particolare dall’art. 17, comma 1, lettera l che prevede la Riorganizzazione delle funzioni in materia di accertamento medico-legale sulle assenze dal servizio per malattia dei dipendenti pubblici, al fine di garantire l’effettività del controllo, con attribuzione all’Istituto nazionale della previdenza sociale della relativa competenza e delle risorse attualmente impiegate dalle amministrazioni pubbliche dando correttezza all’ interpretazione della norma ed attribuendo le risorse già stanziate e non quello effettivamente spese, rischiando di trasferire ciò che fino ad oggi in alcuni casi è stato un disservizio. Non trasferire le risorse previste e necessarie significherebbe risparmiare poco, spendere molto e non applicare la legge vigente.

Naturalmente va rivisto completamente l’attuale status lavorativo dei medici di lista. Non c’è nessuna buona e comprensibile ragione, per non attuare subito, quanto auspicato anche dalla Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati ed, ossia, stabilità di incarico con un rapporto di lavoro regolato da una convenzione di collaborazione coordinata e continuativa, con possibilità di tempo pieno, alla pari di quelle esistenti nell’ambito del SSN.

C’è una sfida che attende non solo la FIMMG ma tutti i medici di controllo: uniti, siamo già da tempo pronti a raccoglierla e, senza ombra di dubbio, a vincerla, dando anche un esempio e un servizio al Sistema Italia.

 

Federica Ferraroni

© Riproduzione riservata

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