Polo unico della medicina fiscale; i dati del I trimestre 2019

Nel mese di dicembre 2017 (ultimo dato disponibile) il numero di lavoratori dipendenti interessati al controllo d’ufficio dello stato di malattia da parte dell’Inps è stato di 13,7 milioni di cui 2,8 nel settore pubblico (polo unico) e 10,9 nel settore privato (assicurati). L’Inps inoltre può effettuare controlli, su richiesta del datore di lavoro, anche per lavoratori privati non assicurati INPS (3,7 milioni) e per lavoratori pubblici non appartenenti al Polo unico (0,6 milioni). L’Inps, quindi, interviene su un totale di 17,4 milioni di dipendenti privati e 3,4 milioni di dipendenti pubblici; stiamo parlando di quasi 21 milioni di persone, la parte attiva del Paese, quella produttiva, quella che manda avanti l’intero Paese. La medicina fiscale ha l’obiettivo di tutelare proprio questa parte di popolazione.

In termini relativi, la percentuale dei lavoratori con almeno un giorno di malattia sul totale dei lavoratori rimane stabile nel settore privato al 25%, mentre nel settore pubblico, la percentuale sale dal 36% del 2018 al 37% del 2019. Stabile anche il numero medio dei certificati dei lavoratori sia nel settore pubblico che in quello privato (rispettivamente di 7 e 4 certificati ogni 10 lavoratori). numero medio di giornate di malattia per lavoratore con almeno un giorno di malattia diminuisce lievemente sia per il settore privato, passando da 10,5 a 10,4 giorni, che per il settore pubblico passando da 8,9 a 8,8 giorni.

Per quanto riguarda l’attività di verifica dello stato di malattia, ricordiamo come le risorse che le Amministrazioni Pubbliche versano all’Inps sono passate da 35 milioni nel 2018 a 5o milioni nel 2019: a partire dal 1° gennaio 2019, infatti, le risorse previste dalla riforma del polo unico sono entrate a regime. A queste si devono aggiungere le risorse provenienti dal settore privato: l ‘Inps ha a bilancio 18 milioni per le visite predisposte d’ufficio e a questi si devono aggiungere le risorse (20 milioni) che provengono dal pagamento diretto da parte dei datori di lavoro del settore privato per le visite richieste da loro, per un totale di 38 milioni di euro.

Nel I trimestre 2019, i circa 1200 medici fiscali, pari a circa 900 medici FTE (siamo in attesa dei dati aggiornati al 31 dicembre 2018), hanno eseguito, in totale, 279.774 visite fiscali domiciliari: 123.177 nel settore privato e 156.597 nel settore pubblico.

Nel 2018, sono state eseguite 495.582 visite nel settore privato e 430.153 in quello pubblico per un totale di 925.735. Nel dettaglio per trimestre:

  • nel I trimestre,    123.809 nel settore privato e 101.802 in quello pubblico
  • nel II trimestre,   119.852 nel settore privato e 101.709 in quello pubblico
  • nel III trimestre, 129.539 nel settore privato e   83.907 in quello pubblico
  • nel IV trimestre,  122.382 nel settore privato e 142.735 in quello pubblico.

Nei primi quattro mesi di polo unico, invece, dal 1° settembre al 31 dicembre 2017, erano state effettuate 144.661 visite nel settore pubblico: “le amministrazioni interessate hanno trasferito all’Istituto  – a copertura degli oneri – 10,8 milioni dei 15 previsti dalle disposizioni normative. Le somme impegnate ammontano complessivamente a 6,3 milioni.” (delibera 132/2018 della Corte dei Conti).

delibera_132_2018

In termini relativi per il primo trimestre 2019 si conferma la notevole differenza del numero di visite mediche del settore pubblico rispetto a quello del settore privato (rispettivamente 78 e 26 ogni mille certificati); da un confronto tendenziale emerge che nel primo trimestre 2019 il numero medio di lavoratori con almeno un giorno di visite per il settore pubblico è in aumento mentre quello del settore privato rimane stabile.

Il Prospetto 4 mostra, per il primo trimestre 2019, gli esiti delle visite mediche di controllo distinguendo se la visita è effettuata su richiesta dell’azienda oppure è effettuata d’ufficio dall’Inps.

Nel settore pubblico le visite sono effettuate soprattutto su richiesta dei datori di lavoro, solo l’11% sono disposte d’ufficio e anche il tasso di idoneità è molto diverso nelle due fattispecie: 35 ogni 100 visite richieste dal datore di lavoro contro 13 ogni 100 disposte d’ufficio. Nel settore privato invece si osserva una proporzione inversa con il 62% delle visite mediche di controllo disposte d’ufficio.

Dal 2012 la scelta dei certificati, dei lavoratori privati assicurati da sottoporre a visita, è avvenuta attraverso l’utilizzo di un modello statistico di Data Mining che ha consentito di concentrare le visite mediche di controllo d’ufficio sui casi in cui è più ragionevole ipotizzare che il certificato medico del lavoratore riporti una prognosi non coerente con lo stato di salute. Dal 15 marzo 2018 è stato sospeso l’utilizzo del modello statistico di Data Mining con evidenti effetti sui risultati delle visite. Il Prospetto 5 mette in evidenza una drastica diminuzione del tasso di idoneità dal secondo trimestre 2018: il tasso passa da un valore di 40 ogni cento visite del primo trimestre 2018 a valori che oscillano tra 12 e 16 per i trimestri successivi.

Si osservi che per le visite richieste dal datore di lavoro, il tasso di idoneità nel primo trimestre 2019 per il settore privato è in leggero aumento rispetto al trimestre precedente mentre per il settore pubblico è in diminuzione. L’andamento del tasso di idoneità per le visite d’ufficio del polo unico invece mostra una lenta e lieve crescita nei diversi trimestri (da 10,2 a 12,7 ogni cento visite).

 

Ecco il report dell’Osservatorio INPS sui dati del I trimestre 2019 del polo unico.

polo unico- I trimestre 2019