D al prossimo 13 gennaio diventa operativa, a tutti gli effetti, la riforma della Medicina Fiscale inserita dal ministro Madia nella riforma del Pubblico Impiego.

Con il decreto ministeriale pubblicato recentemente in Gazzetta Ufficiale firmato dal ministro Madia di concerto con il ministro Poletti, ci sono le ultime disposizioni in materia: restano invariate le fasce orarie di reperibilità (per il settore pubblico dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, per il privato dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19) per poter garantire la massima efficacia nel settore pubblico in cui resta alta la percentuale di assenza per malattia e mantenere la giusta attenzione nel settore privato.

Gli accertamenti medico-legali domiciliari per la malattia potranno essere così potenziati, sia nel pubblico che nel privato, e avranno “cadenza sistematica e ripetitiva, anche in prossimità delle giornate festive e di riposo settimanale”: tutto questo, insieme alla conferma delle 7 ore di reperibilità nel settore pubblico, rappresenta il forte segnale di volontà di opporsi all’assenteismo per malattia, particolarmente presente in questo comparto, volontà che tutela i lavoratori da una parte e il servizio pubblico dall’altra.

Come importante novità, vengono allineate le regole per quanto riguarda le esclusioni dall’obbligo di reperibilità (e non dalla visita fiscale): saranno esenti dall’obbligo di reperibilità i lavoratori con una percentuale di invalidità civile pari o superiore al 67%, limitando così l’esonero a situazioni gravi e a patto che la patologia per cui si è assenti dal lavoro sia presente nella diagnosi nel verbale di invalidità civile. Sono esclusi dall’obbligo di rispettare le fasce orarie di reperibilita’ anche chi è affetto da patologie gravi che richiedono terapie salvavita e che sono già state approfondite dalle linee guida INPS e chi ha una causa di servizio riconosciuta in base alla Tabella E e alle prime tre categorie della Tabella A allegata al decreto del 30 dicembre 1981, n. 834.

Altra importante innovazione riguarda la comunicazione telematica del verbale della visita fiscale che potrà essere prontamente visibile sia al datore di lavoro che al dipendente accedendo con il proprio PIN al portale INPS. Il dipendente, inoltre, dovrà comunicare subito il proprio eventuale cambio di domicilio al proprio datore di lavoro che, a sua volta, dovrà prontamente notificarlo all’INPS.

Resta solo l’ultimo tassello di questa riforma; il nuovo contratto dei medici fiscali che, per la prima volta, sarà un accordo collettivo nazionale tra le parti (INPS e organizzazioni sindacali) e potrà vedere finalmente la stabilizzazione di questo comparto, precario da 30 anni.

Il ministro Marianna Madia è stato di parola e ha mantenuto tutte le promesse fatte: ha inserito la necessaria riforma della Medicina Fiscale all’interno della riforma del Pubblico Impiego, altrettanto attesa, all’insegna del miglioramento del servizio pubblico e della tutela dei lavoratori, ha ultimato i decreti attuativi del polo unico, ha garantito le risorse necessarie per poter svolgere un servizio di medicina fiscale efficace ed efficiente e ha dato voce ai medici, che adesso potranno decidere fattivamente del loro futuro contrattuale. Il lavoro non è ancora finito: deve restare alta l’attenzione in ottica di lotta al precariato e di applicazione dei correttivi  necessari perchè la riforma Madia entri completamente a regime e possa essere davvero il volano della ripresa (peraltro già iniziata) dell’economia italiana.

Federica Ferraroni

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L'amministratore della rivista "La Medicina Fiscale"

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