Presentazione delle linee guida INPS sulla sindrome di Williams: mancano medici dipendenti nei CML INPS

Alla presenza del nuovo Presidente INPS Pasquale Tridico e del Direttore generale Gabriella Di Michele, sono state presentate in conferenza stampa le nuove Linee Guida INPS in merito alla sindrome di Williams.

In questa occasione, il neo presidente e il direttore generale hanno colto l’occasione per illustrare lo stato di emergenza in cui versano i centri medico legali INPS: i medici dipendenti sono attualmente circa 450 e tutti in età avanzata.

I Centri Medico Legali INPS in questo momento stanno portando avanti i delicati compiti istituzionali grazie all’ausilio di 900 medici convenzionati “esterni” che stanno lavorando per l’Ente da diversi anni e che stanno svolgendo tutte le attività di medicina assistenziale e previdenziale INPS, come i medici dipendenti. I medici convenzionati esterni hanno un contratto decisamente “atipico” in quanto sono inseriti stabilmente nell’organizzazione dell’attività lavorativa con evidenza di rapporto di subordinazione gerarchica. I medici convenzionati esterni sono stati arruolati grazie ad una selezione pubblica nazionale per soli titoli in base al bando del novembre 2015 in cui sono stati indicati i requisiti di ammissione dei concorrenti, le regole sulla nomina dell’organo giudicante con una commissione costituita in gran parte da membri non appartenenti all’Inps, con termini per la presentazione delle istanze di partecipazione e le norme sulla valutazione dei titoli volte alla formazione della graduatoria finale: sono stati formati, con investimento in termini di tempo e di risorse economiche, dai medici dipendenti che hanno svolto funzione di tutor e riportano costantemente giudizi positivi sul proprio operato da parte dei loro rispettivi primari. Ricordiamo, infine, che già ora, per la carenza di organico, esistono CML in cui lavorano quotidianamente solo medici convenzionati esterni e che, per legge, il medico INPS deve essere un dipendente.

Visto che occorrono nuovi medici dipendenti e con urgenza e visto che ci sono già 900 medici esterni che stanno lavorando da anni per l’ente in questa funzione, perchè non si stabilizzano prioritariamente, nel rispetto della normativa vigente, proprio chi, tra questi medici, ha i requisiti di legge?

Altro discorso, invece, è quello dei 1200 medici fiscali, quei medici, cioè, tramite i quali il nostro ente previdenziale entra ogni giorno nelle case degli Italiani con le visite fiscali: questi medici fanno parte di una lista speciale ad esaurimento, hanno la priorità a svolgere le visite fiscali domiciliari, stanno lavorando per l’ente da più di 30 anni, sono liberi professionisti per legge per garantire la terzietà, sono pagati a prestazione secondo le tariffe di un decreto ministeriale che risale al 2018 e hanno tutta una serie di leggi che normano un servizio (quello della medicina fiscale) che funziona e che è un fiore all’occhiello in tutta Europa.

Medici fiscali e medici esterni hanno ruoli e funzioni completamente diversi e non devono essere confusi. Per i medici fiscali è, quindi, errato parlare di assunzione o di carenza di personale, tanto più che in questo ambito è aperto da un anno e mezzo il tavolo tecnico di trattativa per il rinnovo contrattuale tra Inps e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative della categoria.