Il Consiglio Nazionale FNOMCeO ha approvato, tra gli altri, due ordini del giorno su temi di interesse generale come la formazione in medicina generale e l’autocertificazione di malattia.

Sul primo argomento il vicepresidente Maurizio Scassola ha chiesto, ancora una volta, «l’istituzione immediata di un tavolo tecnico della Professione, che veda coinvolti tutti gli attori interessati alla formazione specifica del Medico di medicina generale al fine di produrre soluzioni operative e risposte coerenti alle necessità di salute della popolazione». Da un recente studio FNOMCeO, si è fatta la proiezione dei dati relativi agli iscritti alle graduatorie in Medicina Generale, calibrata sull’effettivo interesse a esercitare la Professione, che permette di calcolare, basandosi su stime realistiche, la velocità dell’accesso alla Medicina Generale nei prossimi anni. Il risultato è preoccupante: la Medicina Generale, se non si mettono subito in atto politiche di programmazione efficaci, rischia, nei prossimi 20 anni, di scomparire, visto il delta crescente fra pensionamenti e nuovi accessi alla professione che raggiungerà l’acme quando andranno in pensione le classi di età over 50, che oggi sono numericamente prevalenti nella popolazione di Colleghi attivi. Sono diventati urgenti «una adeguata programmazione del numero di accessi al Corso, attualmente insufficienti al fabbisogno, l’equiparazione tra il Corso di formazione specifica in medicina generale e i Corsi di specializzazione universitari, sia dal punto di vista economico che normativo, il superamento della attuale eterogeneità dei percorsi formativi nelle diverse Regioni – Province Autonome e un percorso di condivisione con l’Università su tutto l’iter formativo pre e post laurea».

Il presidente Omceo di Piacenza, Augusto Pagani, invece, ha ripresentato un tema a lui caro, oggetto di un convegno FNOMCeO del 2013 proprio a Piacenza, approvato ora all’unanimità dal Consiglio nazionale Fnomceo:  quella di autocertificare la malattia per i primi tre giorni di assenza dal lavoro, senza quindi doversi rivolgere al medico in caso di lievi indisposizioni. Alleggerire così l’attività del medico di medicina generale significherebbe, come era stato detto a Piacenza, potenziare e nobilitare la figura professionale del medico fiscale, la cui presenza diventerebbe ancor più necessaria ed importante nella lotta all’assenteismo per malattia.

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