S ui recenti fatti di cronaca non basta indignarsi, anche se è sacrosanto farlo, in virtù di quel senso civico che dobbiamo ancora avere nel cuore.

Il malcostume (non solo italiano, purtroppo) è sulle prime pagine di tutti i quotidiani, nazionali e non, e provoca danni, di entità variabile, alle tasche di tutti i cittadini, anche in questo ambito globalizzati: dalle macro-illegalità commesse dal gruppo VW ai piccoli ma pur sempre gravi episodi dei singoli (visite ginecologiche “effettuate senza mani”, timbrature anche in caso di assenza dal posto di lavoro o certificazione di assenze per malattia per lavorare altrove indisturbati, percependo doppio stipendio), passando per il sospetto di rimborsi gonfiati, dell’ordine di centinaia di milioni di euro, a carico di centinaia di dirigenti INPS.

Come è giusto, coloro (pochi) che sono sospettati di frode vanno sospesi immediatamente dall’incarico e coloro che risultano colpevoli di frode ai danni della collettività vanno definitivamente allontanati: il segnale, in questi casi, deve essere forte, per evitare che il malcostume dilaghi e per premiare coloro (tanti) che si comportano correttamente.

L’INPS, in questi giorni, risulta parte lesa in diversi episodi segnalati dalle forze dell’ordine e, del resto, il Presidente Boeri aveva segnalato, fin dal suo primo intervento a Montecitorio, insieme ad una serie di criticità individuate nei primi giorni del suo nuovo incarico alla guida del colosso previdenziale, le problematiche connesse proprio a parte della dirigenza dell’Ente.

A questo punto, non possono non balzare all’occhio le incongruenze nelle decisioni prese dalla vecchia dirigenza INPS in ambito di Medicina Fiscale.

Che senso ha avuto applicare la spending review a questo settore, che peraltro è sempre stato una voce in attivo?

Fino al 2012 a fronte di una spesa di 50 milioni annui, all’Ente ne entravano 55, con un utile di 5 milioni; ancora oggi, pur con un taglio considerevole alle visite fiscali, per un budget ridotto a 18 milioni annui ne entrano più di 20.

A questo si deve aggiungere il rischio che i risultati raggiunti nella lotta all’assenteismo nel settore privato siano compromessi per scelte improvvide.

Non solo: l’investimento importante fatto sul sistema informatico connesso alla Medicina Fiscale rischia di essere compromesso o vanificato. L’INPS, infatti, è sì in grado di effettuare visite fiscali in tempo reale, sabato e domenica compresi, ad uffici chiusi ma il sistema S.A.V.iO.è stato pensato per carichi di lavoro ben superiori agli attuali, che sono quelli individuati sulla base di studi statistici e che sono stati attuati proficuamente fino al 2013; i problemi che sta incontrando adesso dipendono, in massima parte, dagli attuali modesti carichi di lavoro, con il rischio concreto di veder vanificato tutto il lavoro fin qui svolto.

La trasparenza voluta dalla nuova presidenza INPS, tratto fondante della strategia globale della nuova dirigenza anche in relazione all’attività svolta in materia di lavoro e di riduzione della disoccupazione e della precarizzazione, sta dando i primi eclatanti risultati: in particolare, mai si era vista prima una tale apertura al dialogo e al confronto con i propri medici che si rendono disponibili, dal canto loro, a cercare, insieme, la strada giusta da intraprendere, almeno per quanto riguarda la medicina INPS.

 

Federica Ferraroni

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