Scotti, nuovo segretario nazionale FIMMG

E’ terminato il congresso nazionale FIMMG a Roma.

Silvestro Scotti è il nuovo Segretario Nazionale Generale FIMMG.

Per la FIMMG settore INPS, confermati Alfredo Petrone (segretario) e Silvio Trabalza (vice segretario vicario).

Eletta oggi anche la squadra che  comporrà il prossimo esecutivo nazionale del sindacato: Pier Luigi Bartoletti (vice segretario vicario), Giacomo Caudo (segretario amministrativo), Malek Mediati (segretario organizzativo), Filippo Anelli, Vittorio Boscherini e Fiorenzo Corti vice segretari, Domenico Crisarà  segretario del segretario.

“Per la FIMMG si apre oggi una nuova fase – ha detto il neo segretario  Silvestro Scotti – La ‘collegialità responsabile’ deve essere il punto di riferimento delle  azioni del nostro Sindacato, recuperando il ruolo fondamentale che svolgono i territori  nei rapporti istituzionali e politici”.

Scotti ha poi parlato delle priorità da affrontare nel suo mandato:  “Il primo impegno resta la ripresa delle trattative per il nuovo ACN. Bisogna fare presto e fare bene perché non è più rimandabile la definizione di una Convenzione che ci permetta di  curare i nostri pazienti al meglio. Il nostro modello è chiaro: è necessario potenziare, anche a  livello contrattuale, l’autonomia organizzativa e la responsabilità professionale per  garantire una presa in carico globale del paziente mantenendo fermo il valore fondante della  Medicina Generale che è il rapporto di fiducia con i nostri pazienti. Dalla Legge di Bilancio di  quest’anno, attraverso l’emendamento sostenuto dal Governo, ci aspettiamo le risorse minime  per consentire di ripartire con il confronto in una maniera seria”.

Ma il tema vero, per Scotti, “rimane il potenziamento della medicina  generale con un forte sostegno al ricambio generazionale ormai alle porte”.

“Secondo i  nostri calcoli – ha sottolineato – per consentire continuità alla medicina di famiglia  andrebbe raddoppiato il numero dei medici che accedono ai corsi di formazione specifica in  medicina generale”.

Un’ultima riflessione sul dibattito aperto sulla possibile  trasformazione del corso di formazione in medicina generale in specialità: “E’ un tema troppo  rilevante per essere affrontato in una legge di bilancio. Il problema c’è, ma va affrontato  nelle sedi opportune e coni tempi necessari”.