Sempre a proposito della riformulazione dell’art.12 DDL PA

Cara Federica,

come saprai, con molti colleghi ci si scambiamo spesso punti vista e opinioni nel gruppo facebook “La medicina fiscale” che per me, piuttosto alieno da propensioni polemiche ed inutili diatribe, è stato l’unico luogo di possibile confronto utile e producente, se non altro, sul piano della crescita personale.

Ma (sia detto senza infingimenti, nè apprezzamenti di circostanza), senza la nascita della Rivista non avrei avuto la spinta a proseguire la mia presenza attiva nel gruppo: spesso la lettura di un editoriale è stata lo spunto per riuscire a dibattere per settimane su facebook, non mancando di “citarne” affermazioni, argomenti e princìpi.

Spesso il silenzio di qualche settimana da parte della Rivista ha comportato per me un pò di scoramento e disaffezione alla “battaglia” …

Ti dico tutto ciò per “giustificare” la mia piccola … “invadenza” con riguardo a quanto nel titolo.

Condivido appieno la soddisfazione da Te espressa per il definitivo ufficiale “recupero” della problematica relativa ai colleghi precari asp nel testo della legge delega sulla Pubblica Amministrazione e, quindi, di conseguenza, all’attenzione della politica e (… per quel poco che si può fare a riguardo) anche dell’opinione pubblica.

Ho sempre ritenuto, infatti, molto grave la “trascuratezza”, se non l’ostilità, che molti dei medici inps e molte sigle sindacali e associative hanno da ungo tempo mostrato nei confronti della condizione dei colleghi asp, come se essi fossero degli “intrusi usurpatori ed impostori”; ho litigato, o quanto meno ho avuto vivaci scambi di opinioni a riguardo con innumerevili colleghi monomandatari “puri” (categoria a cui appartengo per scelta, ma senza …”integralismi”), senza riuscire, però, a spostare mai di un millimetro, purtroppo, la loro totale indisponibilità a prendere in considerazione il problema!

Ti dico questo per mostrarTi quanto mi stia a cuore la questione, pur non conoscendo personalmente io neanche un collega appartenente a questa “categoria”, se non (attraverso il guppo fb, e dopo aver espresso la mia posizione già da lungo tempo) uno in particolare, contemporaneamente medico inps, asp e I.C., rarissimo esempio di collega umile, capace di contemplare i tre ruoli con la massima regolarità, correttezza e, nonostante ciò, in quasi “autocensura” sul gruppo fb per … sensi di colpa!

Ma la sto facendo troppo lunga … e vengo alla questione: considero, pertanto, fondamentale che, finalmente, si sia messo un punto fermo sulla questione dei colleghi asp, ma temo che il modo in cui ciò è avvenuto e avverrà, facendo, cioè, “tornare in campo” le Regioni/ASP, attraverso il rinvio della problematica … all’intesa “vincolante” in Conferenza Stato-Regioni, sia un grave errore e una drammatica imprudenza. Mi spiego meglio: una cosa sarebbe stata il limitarsi a delegare la Conferenza alla … “definizione delle modalità d’impiego del personale medico attualmente adibito alle predette funzioni, senza maggiori oneri per la finanza pubblica …”, ben altra cosa è e sarà il delegare la Conferenza alla “… quantificazione delle predette risorse finanziarie …”.

Insomma, paradossalmente: il pericolo di “costose (o quanto meno inutili e, quindi, dannose) duplicazioni di funzioni” che si voleva evitare, non solo, così, si corre tutto, ma appare “insito” nel dettato stesso della norma. E’ facilmente immaginabile che tutto ciò sia il frutto di un “compromesso” quasi inevitabile con le Regioni/Asp: mabisogna fare in modo, almeno da parte di chi è costretto a subirli (in questo caso Ministero della P.A., Relatore Pagliari, Inps e … noi), che i compromessi siano il più “onorevoli” e meno penalizzanti possibili.

Ritengo, invece, che il “gioco” delle Regioni sarà “pesante” e la modalità e la tempistica, che deriveranno dalla scelta normativa fatta, saranno molto penalizzanti per l’Inps e per noi: l’ “intesa” arriverà, se arriverà, alle soglie della legge di stabilità per il 2016, in piena spending rewiev, con il rischio di decurtazioni, già a monte, dei 70 milioni originari e con il reale pericolo di una “suddivisione” delle risorse che lascerà i colleghi asp “ostaggi” (sia sul piano giuridico-regolamentare che economico) nelle mani delle ASP, e con la realistica prospettiva di un “contratto” che sarà umiliante e senza alternativa per l’intera categoria, sia inps che asp.

Forse sarò troppo pessimista, ma Ti garantisco che i presupposti, tecnici e politici, di questo quadro ci sono tutti e sono, pertanto, qui a chiederTi, se non ritieni opportuno, a volerli almeno paventare e/o prefigurare in un autorevole Editoriale sulla Rivista, in vista del voto dei prossimi giorni: come ho sempre sostenuto nel gruppo fb, quel piccolo David, che io considero la Rivista da Te diretta, se usa bene la sua “fionda” può assestare “colpi mortali” a tutti i Golia che non vogliono che noi possiamo vedere mai quella terra promessa che chiamiamo … Polo Unico!

Mi scuso e Ti ringrazio per la pazienza

Con stima e considerazione

Lettera firmata