L’argomento, sollevato da una lettera al Direttore, ha, giustamente, suscitato un vivo dibattito sia nei vari social che tra le rappresentanze della categoria (associazioni e sindacati) che, ormai, comunicano tra di loro costantemente, in una sorta di riunione intersindacale virtuale permanente.

La Nidil CGIL ha chiesto la pubblicazione integrale di una sua puntualizzazione sul tema. Volentieri ottemperiamo a questa richiesta cogliendo l’occasione per ringraziare la dott.ssa Rossella Ceramelli che ha tenuto a sottolineare che questa sia la posizione ufficiale del sindacato che rappresenta.

Riportiamo, subito dopo, la risposta della presidente AIMPAF.

In uno spazio a parte, invece, pubblichiamo una lettera aperta dell’AIMPAF che cita l’importante contributo della Nidil CGIL e ribadisce che la Medicina Fiscale deve continuare ad essere autonoma e terza: questo principio, che ci pare incontestabile, impedisce un rapporto di dipendenza diretta tra INPS e Medico Fiscale, lasciando aperte, invece, tutte le strade all’interno di un rapporto a convenzione.

Ovviamente, pubblicheremo altrettanto volentieri i contributi di tutte le altre sigle (associazioni e sindacati) della Medicina Fiscale, in questo momento così cruciale per il futuro della disciplina stessa.

cgil

 

La proposta unitaria presentata da tutte le OOSS conferma, nel rispetto dell’articolo 5, legge 20 maggio 1970, n.300, la terzieta’ della figura professionale del medico iscritto nelle liste speciali.

Infatti, come si evince facilmente dalla lettura della proposta in argomento, viene confermata tutta la normativa vigente che delinea detta figura, in quanto il riconoscimento a tempo indeterminato dell’ACN che regolamenta i rapporti dei medici specialisti ambulatoriali interni, avviene tramite l’emanazione del decreto interministeriale successivo al dlvo e non con atto unilaterale dell’INPS.

L’ACN viene riconosciuto per lo svolgimento dell’attivita’ di medico fiscale, lasciando volontariamento al sanitario se integrare, o meno, tale attivita’ con quelle ambulatoriali, fino eventualmente alla concorrenza dell’orario contrattualmente previsto (38/h settimanali).

Tale proposta, non prevede ne’ presuppone, come erroneamente e insistentemente diffuso da alcune fonti, la emanazione di qualsiasi bando da parte dell’INPS per il reclutamento dei medici fiscali cui avvalersi come medici “polivalenti”, con un rapporto limitato nel tempo e probabilmente regolamentato dall’articolo 7, comma 6, dlvo 165/2001.

La proposta unitaria tende proprio a contrastare questa eventuale decisione che dovesse prendere l’Istituto.

Nello stesso tempo va ricordato che attualmente i medici di Sede, che intrattengono con INPS un contratto di lavoro subordinato, quindi non autonomo convenzionato  come e’ il sumai, possono effettuare le vmcd e ambulatoriali ai sensi del DM 12 ottobre 2000 e, tra i compiti istituzionali, sono previste le  visite ai lavoratori risultati assenti e/o che dissentono dalla prognosi assegnata dal medico fiscale.

In subordine al sumai, proposto unitariamente da tutte le OOSS, nel caso non venisse accettato, al fine anche di mantenere la terzieta’ del medico fiscale e in alternativa al reclutamento dei sanitari tramite un avviso unilaterale del committente con tutti i problemi che tale ipotesi determinerebbe, era stata trasmessa, ad inizio anno, a tutti i rappresentanti dei medici fiscali presenti alla riunione del 4 ottobre 2014, una proposta che prende in esame la evoluzione della disciplina vigente introducendo il carico di lavoro blindato uniforme su tutto il territorio a compensazione con la disponibilita’ oraria. La proposta, riprende una analoga elaborata nel 2010 per conto del precedente forum e sottoscritta da 111 medici di lista.

Mauro Cavoli – Nidil CGIL

AIMPAF LOGO ORO come immagine.001

Con lettera ufficiale, la NIDIL CGIL conferma, per bocca della sua prestigiosa rappresentante dottoressa Rossella Ceramelli, quanto già esposto dall’amico Mauro Cavoli qualche giorno fa. Vale a dire che la Nidil Cgil sostiene con forza la  terzietà della figura del medico fiscale.

Mauro Cavoli infatti scriveva: “al fine anche di mantenere la terzieta’ del medico fiscale e in alternativa al reclutamento dei sanitari tramite un avviso unilaterale del committente con tutti i problemi che tale ipotesi determinerebbe, era stata trasmessa, ad inizio anno, a tutti i rappresentanti dei medici fiscali presenti alla riunione del 4 ottobre 2014, una proposta che prende in esame la evoluzione della disciplina vigente introducendo il carico di lavoro blindato uniforme su tutto il territorio a compensazione con la disponibilita’ oraria.”

Ora la dottoressa Ceramelli ribadisce il concetto: “quanto scritto da Mauro …e’ effettivamente stato anche oggetto di confronto con altre sigle nell’ incontro del 4/10 in cui e’ stata consegnata, da parte di Nidil Cgil,una bozza di proposta ( già  per altro inoltrata precedentemente per mail) che andava a trattare tale delicata questione.”

Un plauso e un grande grazie alla NIDIL CGIL da parte dei Medici Fiscali: finalmente un sindacato che parla chiaro e che sta dalla parte dei lavoratori in questo delicato snodo della nostra vita professionale. Come AIMPAF vogliamo esprimere tutto il nostro appoggio alla NIDIL CGIL  e al suo progetto perché si alzi forte e chiara in questi giorni la voce di tutti i colleghi, contro i tentativi di abolizione della categoria e di sua trasformazione in una fantomatica figura di medico polivalente che nulla avrebbe a che fare con la medicina fiscale.

Avevamo bisogno che il sindacato più rappresentativo nella storia italiana contribuisse a scrivere anche questa pagina di storia della medicina fiscale e della tutela dei lavoratori in questo Paese. Volevamo che il sindacato Nidil Cgil assumesse anche per noi quel ruolo di guida che sempre ha ricoperto nei decenni di storia repubblicana: ci sentiamo di seguirlo con fiducia  su questa strada . Un grande grazie a Rossella e Mauro !

Marcella Magnino – AIMPAF

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