Palazzo_Vidoni_Roma

“Riorganizzazione delle funzioni in materia di accertamento medico-legale sulle assenze dal servizio per malattia dei dipendenti pubblici, al fine di garantire l’effettività del controllo, con attribuzione all’Istituto nazionale della previdenza sociale della relativa competenza e delle risorse attualmente impiegate dalle amministrazioni pubbliche per l’effettuazione degli accertamenti, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano per la quantificazione delle predette risorse finanziarie e per la definizione delle modalità d’impiego del personale medico attualmente adibito alle predette funzioni, senza maggiori oneri per la finanza pubblica e con la previsione del prioritario ricorso alle liste di cui all’articolo 4, comma 10-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, e successive modificazioni”.

Questo è il testo dell’emendamento riguardante la riforma della Medicina Fiscale, posto all’interno della legge delega della PA n. 124/2015 (entrata in vigore il 28 agosto 2015), in attesa dei decreti attuativi.

Sono trascorsi sette mesi: sono stati sette mesi di lavoro intenso all’interno del Ministero della Funzione Pubblica per mettere in piedi una riforma molto complessa, che potrebbe davvero cambiare le sorti del nostro Paese, in cui la riforma della Medicina Fiscale ha un ruolo e un’importanza non trascurabile, visto che riguarda i circa 17 milioni di popolazione attiva (3.336.494 dipendenti pubblici secondo la Ragioneria dello Stato e 11 milioni e mezzo di lavoratori privati).

La riforma della Medicina Fiscale non potrà non tenere presente le normative vigenti, come la legge Brunetta del 2011 (che finora non è stata del tutto applicata, visto che non vengono effettuate tutte le visite fiscali previste per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche) e il Jobs Act, che mira alla stabilizzazione di collaborazioni tipo cococo o cocopro o partita IVA (anche se professionisti iscritti ad un Albo) laddove ci sia continuità e personalità della prestazione ed etero-organizzazione.

consiglio ministri

E’ del dicembre 2015 questo OdG accolto dal Governo Renzi.

Atti Parlamentari — 125 — Camera dei Deputati XVII LEGISLATURA — ALLEGATO A AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 19 DICEMBRE 2015 — N. 540

La Camera, premesso che:

in sede d’esame del disegno di legge recante Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016 – C3444);

l’articolo 7, comma 1, decreto ministeriale 18 aprile 1996, e l’articolo 5, comma 1, lettera a), ultimo alinea del decreto ministeriale 12 ottobre 2000, stabiliscono, rispettivamente, in 21 e 12 le visite settimanali che i medici inseriti nelle liste speciali effettuano a seconda se garantiscono la disponibilità in entrambe le fasce di reperibilità o soltanto in una;

l’INPS, dal maggio 2013, ha ridotto notevolmente le visite fiscali richieste d’Ufficio ritenendo che tali oneri, transitati in bilancio da spese obbligatorie a quelle non obbligatorie, rientrano tra le spese di funzionamento e pertanto concorrono al conseguimento dei risparmi cui sono soggetti gli Enti di Previdenza e Assistenza Sociale, a norma dell’articolo 1, comma 108, legge 24 dicembre 2012, n. 228, anche se ivi non previsto;

la consistente riduzione delle visite richieste d’Ufficio non consente un efficace ed efficiente controllo dell’assenteismo ed inoltre potrebbe essere causa di un incremento delle spese per indennità di malattia, quindi a carico della finanza pubblica;

i medici inseriti nelle liste speciali, i cui compensi sono a prestazione devono, per obblighi convenzionali sottoscritti a norma dei decreti ministeriali sopra citati, garantire la disponibilità, anche se non hanno visite da effettuare e che tale obbligo è divenuto ancora più insistente a seguito della introduzione di applicativi informatici, in particolare dell’applicativo SA.Vi.O,

 impegna il Governo

al fine di condurre una efficiente ed efficace lotta all’assenteismo, evitando anche un possibile incremento degli oneri per l’indennità di malattia, rispettare gli accordi convenzionali con i medici addetti alle visite mediche di controllo domiciliare inseriti nelle liste speciali ed evitare un sicuro contenzioso a causa della disponibilità che quest’ultimi sono tenuti comunque a garantire senza effettuare le visite divenuta ancora più insistente dopo  l’introduzione degli applicativi informatici, in particolare SA.Vi.O, a valutare l’opportunità di assicurare i carichi di lavoro previsti dall’articolo 7, comma 1, decreto ministeriale 18 aprile 1996 e dall’articolo 5, comma 1, lettera a) ultimo alinea, del decreto ministeriale 12 ottobre 2000, mediante l’aumento delle richieste d’Ufficio degli accertamenti medico legali sui lavoratori privati assenti dal servizio per malattia effettuate dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. 9/3444-A/56. (Testo modificato nel corso della seduta) Rizzetto, Mucci, Prodani, Barbanti). 

aula parlamento

Sono trascorsi 33 anni dall’ormai anacronistica 638/1983 ed è ora che venga riconosciuta ufficialmente la figura del Medico Fiscale.

Qui di seguito tutta la legislazione passata, dal 1983 al 2008.

1- LEGGE DEL 12/09/1983, N. 463 CONVERTITO IN LEGGE 11/11/1983 N. 638, ART.5 COMMA 12: ISTITUZIONE DELLA MEDICINA FISCALE

Per l’effettuazione delle visite mediche di controllo dei lavoratori l’Istituto nazionale della previdenza sociale, sentiti gli ordini dei medici, istituisce presso le proprie sedi liste speciali formate da medici, a rapporto di impiego con pubbliche amministrazioni e da medici liberi professionisti, ai quali possono fare ricorso gli istituti previdenziali o i datori di lavoro.

2- DM DEL 15/7/1986 

DISCIPLINA DELLE VISITE MEDICHE DI CONTROLLO DEI LAVORATORI DA PARTE DELL’ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, AI SENSI DELL’ART. 5, COMMA 12 E SEGUENTI, DEL D.L. 12 SETTEMBRE 1983, N. 463, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, NELLA L. 11 NOVEMBRE 1983, N. 638

Art. 1. – Le visite mediche domiciliari di controllo dei lavoratori possono essere disposte dall’INPS d’ufficio o su richiesta degli altri istituti previdenziali o dei datori di lavoro alle sedi dell’istituto medesimo presso le quali sono istituite, sentiti gli ordini dei medici, apposite liste di medici a rapporto di impiego con pubbliche amministrazioni e liberi professionisti.

Al fine di assicurare uniformità di indirizzo nella formazione delle liste di cui al 1° comma, l’INPS, d’intesa con gli ordini dei medici, indicherà alle proprie sedi criteri idonei a garantire, mediante la piena disponibilità dei sanitari, la massima efficienza e tempestività del servizio di controllo. Per l’iscrizione nelle liste di cui al 1° comma sono fatte salve le incompatibilità eventualmente derivanti dagli ordinamenti che disciplinano il rapporto di lavoro dei medici interessati o dai rapporti convenzionali stipulati con le unità sanitarie locali.

Art. 2. – La richiesta di visita di controllo può essere formulata fin dal primo giorno dell’assenza del lavoratore anche con comunicazione telefonica, cui deve tempestivamente far seguito atto scritto confermativo, alla sede dell’INPS nella cui circoscrizione, secondo le indicazioni fomite dal datore di lavoro o dall’Istituto previdenziale all’atto della richiesta, si trova il luogo dove il lavoratore e ammalato.

Per il medesimo lavoratore. nella stessa giornata, non può essere avanzata, alla competente unità sanitaria locale, altra richiesta di visita di controllo sullo stato di malattia.

Art. 3. – La richiesta di controllo è comunicata immediatamente dalla sede dell’INPS al medico, che e tenuto ad effettuare la visita nella stessa giornata, se la comunicazione e stata effettuata nel- le ore antimeridiane, e non oltre la giornata successiva negli altri casi. La sede dell’INPS trasmette giornalmente all’unità sanitaria locale competente l’elenco delle richieste pervenute.

Art. 4. – L’orario di reperibilità del lavoratore entro il quale devono essere effettuate le visite mediche di controllo e dalle ore 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 di tutti i giorni, compresi i domenicali o festivi.

Art. 5. – Fatta salva la decadenza dal diritto a qualsiasi trattamento economico, ai sensi dell’art. 5, ultimo comma, del D.L. 12 settembre 1983, n. 463, convertito con modificazioni nella L. 11 novembre 1983, n. 638, in caso di impossibilita di eseguire la visita per assenza del lavoratore dall’indirizzo indicato, il medico e tenuto a darne immediata comunicazione all’INPS ed a rilasciare apposito avviso invitando il lavoratore a presentarsi ai controllo ambulatoriale il giorno successivo non festivo, presso il competente presidio sanitario pubblico indicato nell’avviso stesso, salvo che l’interessato non abbia ripreso l’attività lavorativa.

L’esito della visita ambulatoriale è immediatamente comunicato dal presidio sanitario alla sede dell’INPS che ha disposto il controllo, alla quale sarà successivamente trasmesso, in quadruplice copia, il relativo referto.

Art. 6. – Nell’assolvimento del controllo affidatogli il sanitario è tenuto a redigere in quattro esemplari, su apposito modulo fornito dall’INPS, il referto indicante la capacità o incapacità al lavoro riscontrata, la diagnosi e la prognosi. Qualora il lavoratore non accetti l’esito della visita di controllo, deve eccepirlo, seduta stante, al medico che avrà cura di annotarlo sul referto. In tal caso il giudizio definitivo spetta al coordinatore sanitario della competente sede dell’Istituto nazionale della previdenza sociale.

Al termine della visita, il medico consegna al lavoratore copia del referto di controllo, e entro il giorno successivo, trasmette alla sede dell’INPS le altre tre copie destinate rispettivamente, la prima, senza indicazioni diagnostiche, al datore di lavoro o all’Istituto previdenziale che ha richiesto la visita, la seconda agli atti dell’INPS, la terza per la liquidazione delle spettanze al medico e per assicurare un flusso periodico di informazioni sullo sviluppo del servizio e sulle relative risultanze.

Art. 7. – L’INPS, acquisito il referto della visita di controllo, comunica entro le 24 ore al datore di lavoro o agli istituti previdenziali richiedenti, gli esiti dell’accertamento sulla capacità o incapacità al lavoro dell’interessato. Nel caso in cui la visita di controllo non sia avvenuta per assenza del lavoratore, l’INPS ne da immediata comunicazione al datore di lavoro o all’Istituto previdenziale che ha richiesto la visita.

Art. 8. – L’INPS e tenuto a predisporre presso le proprie sedi un apposito servizio, idoneo a garantire l’espletamento dell’attività di controllo anche nelle giornate domenicali o festive.

Art. 9. – Il medico che, senza giustificato motivo. rifiuti di eseguire o comunque non esegua una visita di controllo ovvero non la esegua nei termini prefissati, o non adempia agli altri obblighi assunti, e formalmente diffidato dall’INPS e cancellato dall’apposita lista ove persistano i predetti inadempimenti.

Art. 10. – I compensi spettanti ai medici sono corrisposti dall’INPS nella seguente misura: L. 24.000, per visita domiciliare di controllo eseguita in giorno feriale; L. 38.500, per visita domiciliare di controllo eseguita in giorno festivo; L. 28.000, per visita domiciliare non eseguita in giorno feriale a causa di mancata reperibilità del lavoratore; L. 30.000, per visita domiciliare non eseguita in giorno festivo a causa di mancata reperibilità del lavoratore; L. 6.000, a visita per spese di trasporto. incrementate di un importo pari a 1/5 di un litro di benzina super a chilometro per percorso effettuato fuori dalla cinta urbana.

Art. 11. – Il datore di lavoro e gli istituti previdenziali richiedenti sono tenuti a rimborsare all’INPS, per ogni visita medica richiesta, i compensi di cui al precedente articolo. maggiorati di un importo fisso di L. 5.000 a titolo di spese di amministrazione.

3- DM DEL 18/4/1996 (INCOMPATIBILITÀ: ART. 6)

Integrazioni e modificazioni al decreto ministeriale 15 luglio 1986 concernente le visite mediche di controllo dei lavoratori da parte dei medici iscritti nelle liste speciali dell’INPS. (GAZZETTA UFFICIALE N. 099 SERIE GENERALE, PARTE PRIMA DEL 29 04 1996)

IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLA SANITÀ

Visto l’art. 5, commi 12 e 13, del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, nella legge 11 novembre 1983, n. 638, concernente le visite mediche di controllo dei lavoratori;

Visti i decreti ministeriali 15 luglio 1986, 19 marzo 1992 e 15 dicembre 1993 che ne hanno dato attuazione;

Considerata la necessità di modificare ed integrare la disciplina prevista dai citati decreti ministeriali;

Uditi il consiglio di amministrazione dell’INPS e la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi ed odontoiatri;

DECRETA

Art. 1.

1. L’Istituto nazionale della previdenza sociale esplica un’azione di indirizzo mediante l’emanazione di apposite direttive di coordinamento nei confronti dei medici iscritti nelle liste speciali di cui all’art. 1 del decreto ministeriale 15 luglio 1986, per i quali sono confermate la natura di attività libero professionale del rapporto di collaborazione fiduciaria che si instaura con l’Istituto e la piena autonomia professionale al di fuori di qualsiasi vincolo gerarchico.

Art. 2. Riorganizzazione delle liste

1. A decorrere dalla data di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale, l’Istituto nazionale della previdenza sociale riorganizzerà presso le proprie strutture le liste speciali dei medici di cui all’art. 1 del decreto ministeriale 15 luglio 1986 secondo criteri rispondenti all’efficienza del servizio e al maggiore coinvolgimento dei medici addetti rispetto ai fini istituzionali dell‘Ente.

2. Per i fini di cui al comma 1 l’Istituto nazionale della previdenza sociale si avvale delle commissioni di cui all’art. 12.

3. Qualora non sia possibile assicurare il servizio mediante l’attivazione delle liste di cui al comma 1, resta riservata all’INPS la possibilità di provvedere mediante propri medici dipendenti o medici dipendenti di altre strutture pubbliche, ovvero medici di cui al comma 1, lettere c) ed e) del successivo art. 6; ai medici di cui alla predetta lettera c) è fatto, in tal caso, divieto di eseguire visite nell’ambito territoriale del servizio di guardia medica.

Art. 3. Iscrizione nelle liste

1. Potranno chiedere l’iscrizione nelle liste speciali i medici che, alla scadenza del termine per la presentazione della domanda, siano iscritti negli albi professionali della provincia cui è riferita la lista e non versino nelle situazioni di incompatibilità di cui al successivo art. 6.

2. L’insussistenza di situazioni di incompatibilità sarà condizione per il mantenimento del rapporto professionale di cui al presente decreto.

3. Per l’applicazione delle relative disposizioni l’Istituto nazionale della previdenza sociale si avvarrà delle commissioni di cui all’art. 12.

Art. 4. Definizione delle liste

1. Le liste saranno definite a livello provinciale, entro il quadro programmato a livello centrale, d’intesa con le rappresentanze ordinistiche, dal direttore della struttura INPS, sulla base delle domande pervenute e in relazione alle esigenze delle unità periferiche ricomprese nella relativa circoscrizione territoriale, previo parere della commissione di cui all’art. 12.

2. Il direttore della struttura è tenuto a motivare i provvedimenti assunti in difformità dal parere della commissione.

3. Al fine della formazione delle liste sarà formata una graduatoria sulla base dei criteri di cui ai successivi articoli, specificando per ciascun medico il relativo punteggio e la residenza.

4. Le liste provinciali saranno articolate — al loro interno — con riferimento alle predette unità periferiche.

5. La consistenza numerica dei medici sarà definita sulla base di criteri che tengano principalmente conto, con la opportuna flessibilità mirata alla costante funzionalità del servizio, dei flussi della certificazione di malattia e della consistenza del fenomeno dell’assenteismo locale.

6. In sede di prima attuazione, saranno collocati, a domanda, in graduatoria con precedenza i medici che – alla data di entrata in vigore del presente decreto – risultino inclusi negli elenchi di cui al decreto ministeriale 15 luglio 1986, secondo i presupposti e le condizioni formalmente stabiliti dal predetto decreto e dalle disposizioni attuative dell’Istituto nazionale della previdenza sociale, che non si trovino nelle situazioni di incompatibilità di cui all’art. 6 e che abbiano compiuto, nell’anno precedente alla data di entrata in vigore del presente decreto, cento visite mediche di controllo.

7. L’ordine di collocazione in graduatoria dei medici di cui al comma precedente sarà determinato dai seguenti elementi: continuità del servizio svolto e numero delle visite effettuate nell’ultimo triennio, valutati, rispettivamente, secondo i criteri di cui al punto e) del comma seguente ed in 0,02 punti per ogni visita. A parità di punteggio si terrà conto dell’anzianità di laurea e, nel caso di ulteriore parità, dell’età privilegiando il più anziano.

8. A regime, la individuazione dei medici avverrà attraverso criteri della valutazione del voto di laurea, della specializzazione professionale, della valutazione di precedenti collaborazioni e dell’anzianità di laurea, come di seguito specificato:

a) voto di laurea: da 96 a 100 punti 1, da 101 a 105 punti 2, da 106 a 110 punti 3, 110 e lode punti 4;

b) specializzazione in medicina legale, in medicina legale e delle assicurazioni, in medicina legale ed infortunistica (è valutata una sola specializzazione):

punti 2;

c) specializzazione in medicina del lavoro (in alternativa alla specializzazione di cui al punto b):

punti 1;

d) per ogni altra specializzazione, oltre a quella considerata al punto b) o c): punti 0,5;

e) per ogni mese o frazione superiore ai 15 giorni, di positiva collaborazione prestata all’Istituto nazionale della previdenza sociale in qualità di medico addetto ai controlli di cui al presente decreto, valutata, sulla base di apposito curriculum, dal dirigente preposto alla struttura interessata, sentita la commissione di cui all’art. 12 (fino ad un massimo di 12 mesi): punti 0,2;

f) per ogni mese, o frazione superiore ai 15 giorni, di anzianità di laurea <fino ad un massimo di 12 mesi):

punti 0,2.

Art. 5. Conferimento dell’incarico

1. L’Istituto nazionale della previdenza sociale, ottenuta la disponibilità dell’interessato, provvederà al conferimento dell’incarico secondo l’ordine di graduatoria risultante dalle liste.

2. Il conferimento dell’incarico sarà effettuato mediante lettera, con avviso di ricevimento, in duplice esemplare di cui uno dovrà essere restituito con la dichiarazione di accettazione della presente normativa, nonchè delle modalità da osservare per lo svolgimento dell’incarico.

3. La mancata restituzione, entro quindici giorni, della copia della lettera di incarico, sottoscritta per accettazione, equivarrà a rinuncia all’incarico.

4. Contestualmente alla restituzione della lettera di cui al comma precedente il medico, a pena di decadenza, dovrà rilasciare apposita dichiarazione attestante l’insussistenza dei casi di incompatibilità di cui al successivo art. 6.

5. Allo scadere del terzo mese dal conferimento dell’incarico, ove non venga notificata al medico la mancata motivata conferma, l’incarico si intenderà conferito per la durata della disciplina emanata a seguito del presente decreto.

6. Il provvedimento di mancata conferma verrà adottato dal direttore della struttura, previo parere della commissione mista di cui all’art. 12.

7. Il direttore della sede è tenuto a motivare i provvedimenti assunti in difformità dal parere reso dalla commissione.

8. Per giustificati e documentati motivi di studio o derivanti da gravi necessità, l’Istituto conserverà l’incarico al medico per la durata massima di dodici mesi.

9. Per motivi documentati e connessi ad obblighi di legge, l’incarico sarà conservato per la durata degli obblighi medesimi.

10. I medici che rimarranno esclusi dagli incarichi presso le unità periferiche provinciali di appartenenza nell’ambito della circoscrizione potranno, a domanda, concorrere all’attribuzione degli incarichi presso altra unità periferica, nell’ambito della stessa circoscrizione, che risulti carente da apposito elenco reso pubblico presso la direzione della sede medesima e l’ordine provinciale dei medici, con il rispetto del diritto di precedenza per i medici di cui all’art 4, comma 6.

11. Nell’ipotesi ed alle stesse condizioni di cui al comma precedente, il medico potrà altresì chiedere l’inserimento nella lista di circoscrizione diversa da quella provinciale di appartenenza, con la collocazione aggiuntiva nella relativa graduatoria dopo l’ultimo iscritto. Tale richiesta sarà resa operativa dall’Istituto sentita la commissione mista di cui all’art. 12.

12. I singoli incarichi saranno giornalmente assegnati dall’Istituto nazionale della previdenza sociale scorrendo le liste esistenti e assicurando per quanto possibile, nel caso di rilevata indisponibilità ovvero di non reperibilità dei singoli medici iscritti nelle liste, la copertura del servizio attraverso lo scorrimento delle graduatorie di cui all’art. 4, comma 1.

13. Il medico sarà tenuto ad assicurare la propria reperibilità secondo le modalità concordate con il direttore della competente struttura dell’Istituto nazionale della previdenza sociale.

14. Resta fermo quanto previsto all’art. 2, comma 3.

Art. 6. Incompatibilità

1. Con eccezione per le ipotesi contemplate all’art. 2, comma 3, non sarà conferibile l’incarico al medico che:

a) abbia un rapporto di lavoro subordinato o comunque di collaborazione coordinata e continuativa presso qualsiasi datore di lavoro pubblico o privato;

b) svolga attività medico-generica o pediatrica, anche di sostituzione, in quanto medico di libera scelta iscritto negli elenchi di medicina generale o degli specialisti pediatri. Lo svolgimento di attività di sostituzione, da parte del medico non iscritto negli elenchi, determina l’incompatibilità per il periodo di durata della sostituzione stessa che, comunque, non potrà superare i sessanta giorni l’anno;

c) svolga attività di guardia medica e di medicina dei servizi, compresa quella di sostituzione. Lo svolgimento di attività di sostituzione determina l’incompatibilità per il periodo di durata della sostituzione stessa che comunque non potrà superare i sessanta giorni nell’anno;

d) svolga attività specialistica, anche di sostituzione, presso le USL o presso strutture o studi privati, in regime di convenzione con l’Istituto o con le USL. Lo svolgimento di attività di sostituzione, da parte dello specialista non titolare dell’incarico, determina l’incompatibilità per il periodo della durata della sostituzione stessa che, comunque, non potrà superare i sessanta giorni l’anno;

e) non garantisca la propria disponibilità ad eseguire visite di controllo in tutte le fasce di reperibilità previste dalle disposizioni in vigore;

f) si trovi in una qualsiasi posizione non compatibile per specifiche norme di legge o contratto di lavoro.

2. L’insorgere di un qualsiasi motivo di incompatibilità comporterà l’immediata decadenza dall’incarico.

3. I medici incaricati saranno tenuti a comunicare tempestivamente qualsiasi variazione di attività professionale che possa costituire motivo di incompatibilità.

Art. 7. Determinazione dei carichi di lavoro

1. Il carico di lavoro sarà stabilito in linea di massima, in correlazione a quanto previsto all’art. 4, comma 5, e sulla base dei fabbisogni espressi dallo specifico bacino di utenza, in ragione di 21 visite di controllo settimanali per ciascun medico.

2. Il predetto carico di lavoro potrà subire oscillazioni in più o in meno al variare delle esigenze quotidiane dell’Ente.

3. Variazioni significative del carico di lavoro stabilito in via dì massima saranno valutate d’intesa con la commissione di cui all’art. 12.

4. Per mutate e verificate esigenze di servizio l’Istituto potrà procedere alla sospensione o alla revoca dell’incarico dandone comunicazione all’interessato, sentita la commissione di cui all’art. 12.

Art. 8. Modulario

1. Il modulo per la redazione del referto di controllo, predisposto a cura dell’Istituto nazionale della previdenza sociale, avrà caratteristiche idonee per la rilevazione a lettura ottica dei dati trascritti dal sanitario.

Art. 9. Assenza a visita di controllo

1. In caso di impossibilità di eseguire la visita per assenza del lavoratore all’indirizzo indicato, il medico sarà tenuto a darne immediata comunicazione all’Istituto nazionale della previdenza sociale ed a rilasciare, possibilmente a persona presente nell’abitazione del lavoratore, apposito avviso recante l’invito al lavoratore a presentarsi al controllo ambulatoriale il giorno successivo non festivo presso il gabinetto diagnostico dell’Istituto nazionale della previdenza sociale, ovvero, qualora non sia facilmente raggiungibile, presso il competente presidio sanitario pubblico, secondo quanto indicato nell’avviso stesso e salvo che l’interessato non abbia ripreso l’attività lavorativa.

Art. 10. Provvedimenti in caso di inosservanza degli obblighi convenzionali

1. In caso di inosservanza degli obblighi convenzionali, anche sotto il profilo della efficienza, efficacia e qualità dell’attività prestata, potranno essere adottati, previa contestazione degli addebiti con garanzia del diritto a produrre controdeduzioni entro 15 giorni, sentita la commissione di cui all’art. 12, i seguenti provvedimenti:

a) diffida da parte del direttore della SAP;

b) sospensione o revoca dall’incarico da parte del direttore generale, su proposta del direttore della SAP.

2. Qualora vengano adottati provvedimenti diversi da quelli proposti dalla commissione di cui all’art. 12, il direttore della SAP è tenuto a motivarli.

Art. 11. Reintegrazione nelle liste

1. Ogni qualvolta sarà necessario, per sopravvenuta insufficienza non a carattere temporaneo dei medici disponibili all’effettuazione del servizio e al fine di evitare interruzione o inefficienza del servizio stesso, si procederà alla reintegrazione delle liste mediante la inclusione nelle medesime di nuovi medici, secondo i criteri indicati nel precedente art. 4, previo parere della commissione di cui all’art. 12.

Art. 12. Commissioni miste

1. Per la gestione della disciplina di cui al presente decreto saranno costituite in ogni sede provinciale commissioni miste nominate dal direttore della sede e costituite, per l’amministrazione, dallo stesso direttore o suo delegato nonchè da un medico dell’Istituto da lui designato nell’ambito della circoscrizione provinciale e, per la componente medica, da un rappresentante designato dall’Ordine dei medici con il compito di esaminare tutte le questioni che eventualmente insorgano in sede applicativa.

2. La commissione ha compiti di coordinamento e controllo del processo di formazione delle liste ed ogni altro compito previsto dal presente decreto.

Art. 13. Compensi

1. I compensi fissati dall’art. 1 del decreto ministeriale 19 marzo 1992 sono rideterminati nelle seguenti misure:

L. 28.800 per visita domiciliare di controllo eseguita in giorno feriale;

L. 46.200 per visita domiciliare di controllo eseguita in giorno festivo;

L. 22.000 per visita domiciliare non eseguita in giorno feriale a causa di mancata reperibilità del lavoratore;

L. 36.000 per visita domiciliare non eseguita in giorno festivo a causa di mancata reperibilità del lavoratore;

L. 7.200 a visita per spese di trasporto, incrementate di un importo pari a 1/5 di un litro di benzina super a chilometro per il percorso effettuato fuori dalla cinta urbana.

2. I compensi di cui al comma precedente saranno corrisposti dall’Istituto nazionale della previdenza sociale entro la fine del mese successivo a quello in cui saranno state effettuate le visite di controllo.

Art. 14. Spese di amministrazione

1. L’importo fisso di L. 7.000 previsto dall’art. i del decreto ministeriale 15 dicembre 1993 è rideterminato nella misura di L. 7.500.

Art. 15. Rimborso compensi e spese di amministrazione

1. Il datore di lavoro e gli istituti previdenziali richiedenti sono tenuti a rimborsare all’Istituto nazionale della previdenza sociale, per ogni visita medica richiesta, i compensi e l’importo fisso, a titolo di spese di amministrazione, di cui agli articoli precedenti.

Art. 16. Revisione della disciplina

1. L’Istituto nazionale della previdenza sociale e la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi ed odontoiatri si incontreranno, con cadenza quadriennale, al fine di definire le eventuali proposte per il rinnovo della disciplina di cui al presente decreto.

2. Con cadenza biennale, le stesse parti si incontreranno per verificare l’efficacia della disciplina in relazione agli obiettivi indicati in premessa e per individuare in comune le soluzioni e gli strumenti per la migliore gestione della medesima.

Art. 17.

1. Per quanto non previsto dal presente decreto continua ad applicarsi la disciplina di cui al decreto ministeriale 15 luglio 1986.

Art. 18.

1. Il presente decreto verrà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 18 aprile 1996

Il Ministro della sanità

GUZZANTI

Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale

TREU

4- DM DEL 12/10/2000 (INCOMPATIBILITÀ: ART. 5)

G.U. 8 novembre 2000 n. 261

MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE

DECRETO 12 ottobre 2000

Integrazioni e modifiche al decreto ministeriale 18 aprile 1996 concernente la disciplina delle visite mediche di controllo dei lavoratori da parte dell’Istituto nazionale della previdenza sociale, ai sensi dell’art. 5, comma 12 e seguenti, del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, nella legge 11 novembre 1983, n. 638.

IL MINISTRO DEL LAVORO

E DELLA PREVIDENZA SOCIALE

di concerto con

IL MINISTRO DELLA SANITÀ

Visto l’art. 5, commi 12 e 13, del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, nella legge 11 novembre 1983, n. 638, concernente le visite mediche di controllo dei lavoratori;

Visti i decreti ministeriali 15 luglio 1986, 19 marzo 1992, 15 dicembre 1993 e 18 aprile 1996 che ne hanno dato attuazione;

Considerata la necessità di modificare ed integrare la disciplina prevista dai citati decreti ministeriali;

Uditi il consiglio di amministrazione dell’INPS e la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi ed odontoiatri;

Decreta:

Art. 1.
Conferma dei medici delle liste

1. Fino all’eventuale diversa disciplina della materia sono confermati i medici inseriti nelle liste speciali costituite ai sensi del decreto ministeriale 18 aprile 1996 ed esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto.

Art. 2.
Iscrizione nelle liste

1. In caso di affidamento di incarico a seguito di reintegrazione della lista di cui all’art. 11 del decreto ministeriale 18 aprile 1996, eventuali situazioni di incompatibilità devono cessare entro i termini di cui al comma 3, dell’art. 5, del decreto ministeriale 18 aprile 1996.

2. Il termine di cui all’art. 5, comma 5, del decreto ministeriale 18 aprile 1996 decorre in ogni caso dall’effettivo inizio dell’attività professionale.

3. In caso di necessità di reintegrazione delle liste speciali l’iscrizione nelle liste stesse può essere richiesta anche da medici non ancora iscritti negli albi professionali della provincia cui è riferita la lista. Nelle more della iscrizione nel predetto albo professionale, l’eventuale incarico è sospeso fino ad un massimo di novanta giorni a partire dal ricevimento della lettera di incarico da parte dell’INPS, trascorsi i quali l’incarico non viene conferito.

4. In caso di parità di punteggio, ai fini dell’inclusione nelle liste speciali, si applicano le disposizioni di cui all’ultimo periodo del comma 7, dell’art. 4, del decreto ministeriale 18 aprile 1996.

5. L’accettazione dell’incarico in una lista comporta l’automatica rinuncia a domande in precedenza avanzate per l’inserimento in altre liste.

Art. 3.
Conferma dei medici nelle graduatorie

1. Ai fini dell’eventuale reintegrazione nelle liste speciali,

previste dall’art. 11 del decreto ministeriale 18 aprile 1996, sono confermate le graduatorie esistenti, formate dall’INPS e costituite dai medici che, pur avendo a suo tempo, a seguito di carenze riscontrate nelle suddette liste, avanzato domanda di iscrizione nelle stesse, non vi hanno trovato utile collocazione.

2. Le graduatorie dei medici di cui al comma precedente sono aggiornate al 31 dicembre di ogni anno, sulla base degli eventuali ulteriori punteggi acquisiti dai sanitari, o per effetto di rinuncia da parte dei medici stessi.

Art. 4.

Utilizzazione di graduatorie di altre sedi e assicurazione del servizio con altri medici

1. Qualora non sia possibile assicurare la reintegrazione delle liste carenti neanche mediante la procedura di cui all’art. 11 del decreto ministeriale 18 aprile 1996, l’INPS può provvedere, previo parere favorevole della commissione mista prevista dall’art. 12 del medesimo decreto, all’inserimento nelle liste di medici inclusi nelle graduatorie di sedi limitrofe, a partire dalla sede più vicina a quella dove si è verificata la carenza e seguendo l’ordine di collocazione nelle stesse; l’accettazione dell’incarico comporta la rinuncia di cui al comma 5 dell’art. 2.

2. Il comma 3 dell’art. 2 del decreto ministeriale 18 aprile 1996, fermo restando quanto previsto dall’art. 5 del presente decreto, è sostituito dal seguente:

“3. Nel caso di impossibilità di assicurare il servizio di controllo per carenze, anche temporanee, dei medici delle liste speciali, resta riservata all’INPS la possibilità di provvedere all’affidamento temporaneo del servizio stesso a propri medici ovvero anche ad altri medici, pubblici o privati, mediante:
a) attribuzione occasionale di singole visite; b) attribuzione continuativa dell’incarico, nelle more della reintegrazione delle liste e per la durata massima di quattro mesi;”.

Art. 5.
Incompatibilità

1. Il comma 1 dell’art. 6 del decreto ministeriale 18 aprile 1996 è sostituito dal seguente:
“1. Non sarà conferibile l’incarico al medico che:
a) non garantisca la propria disponibilità ad eseguire visite di controllo almeno in una delle fasce di reperibilità previste dalle disposizioni in vigore; la disponibilità di controllo per una sola delle suddette fasce di reperibilità, stabilita dall’Istituto secondo le esigenze di servizio, comporta l’assegnazione delle visite da eseguire entro un massimo di dodici visite di controllo settimanali;
b) si trovi in una qualsiasi posizione non compatibile per specifiche norme di legge, regolamentari o di contratto di lavoro;
c) svolga perizie o consulenze medico-legali, per conto e nell’interesse di privati, che comunque abbiano attinenza con le materie di competenza dell’INPS o di altri enti previdenziali.”.

Art. 6.
Ordine di esclusione in caso di riduzione del numero dei medici delle liste

1. Al 31 dicembre di ogni anno e con effetto a partire dall’anno 2000, i medici nei confronti dei quali nel biennio solare scadente dalla predetta data del 31 dicembre sono stati assunti provvedimenti di diffida, sospensione di cui all’art. 10 del decreto ministeriale 18 aprile 1996 oppure rilievi formali in ordine alla qualità, efficienza ed efficacia dell’attività prevista, sono inclusi in un particolare elenco secondo i punteggi che seguono:
a) provvedimenti di diffida: punti 1;
b) provvedimenti di sospensione: punti 1,5;
c) provvedimenti di rilievo che non si traducano nei provvedimenti sub-a) e sub-b): punti 0,2.
2. I provvedimenti di cui alla lettera c) del precedente comma sono annualmente portati a conoscenza della commissione di cui all’art. 12 del decreto ministeriale 18 aprile 1996.
3. In caso di necessità di riduzione del numero dei medici della lista l’ipotesi contemplata al comma 4, dell’art. 7, del decreto ministeriale 18 aprile 1996, viene escluso il medico che abbia riportato il maggiore punteggio indicato al comma 1. A parità di punteggio viene escluso quello con minore anzianità di laurea e, nel caso di ulteriore parità, il meno anziano di età. 4. Per la prima attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo il periodo da prendere in considerazione per la valutazione dei provvedimenti di cui alle lettere a), b) e c) è limitato al periodo intercorrente tra la data di entrata in vigore del presente decreto e il 31 dicembre dell’anno di riferimento.

Art. 7.
Carico di lavoro

1. All’art. 7 del decreto ministeriale 18 aprile 1996, il comma 4 è sostituito dal seguente:
“4. Qualora il carico di lavoro subisca oscillazioni in meno al variare delle esigenze di servizio, la commissione di cui all’art. 12 del decreto ministeriale 18 aprile 1996 decide se ridurre il numero delle visite mediche, entro un minimo di dodici visite settimanali, ovvero procedere alla sospensione o alla revoca dall’incarico, come previsto dal comma 4 dell’art. 7 del suddetto decreto.”.

Art. 8.
Sospensione dall’incarico

1. L’indisponibilità del sanitario dovuta a giustificati e documentati motivi, comporta da parte dell’Istituto la sospensione dall’incarico per un periodo massimo di centottanta giorni negli ultimi dodici mesi, trascorso il quale il medico decade automaticamente dall’incarico.

2. La durata delle sospensioni di cui al comma precedente non può comunque superare il limite di trecentosessantacinque giorni nell’ultimo quadriennio.

3. Nei periodi di cui ai commi precedenti non sono computati quelli per infortuni connessi ad incidenti occorsi in occasione o in connessione con l’esercizio dell’attività di medico di controllo.

4. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo non si applicano ai periodi di indisponibilità verificatisi precedentemente all’entrata in vigore del presente decreto.

5. È abrogato il comma 8 dell’art. 5 del decreto ministeriale 18 aprile 1996.

Art. 9.
Provvedimenti di revoca

1. I provvedimenti di sospensione o revoca dall’incarico di cui alla lettera b) dell’art. 10 del decreto ministeriale 18 aprile 1996 sono adottati dal direttore della sede, sentita la commissione di cui all’art. 12 del medesimo decreto.
2. I provvedimenti di decadenza dall’incarico di cui al comma 2, dell’art. 6, del decreto ministeriale 18 aprile 1996, e al comma 1, dell’art. 8, del presente decreto, assunti dal direttore della sede, sono portati a conoscenza della commissione mista.

Art. 10.
Visite ambulatoriali in particolari situazioni

1. Il medico, qualora il lavoratore non accetti l’esito della visita di controllo, è tenuto ad informare il lavoratore stesso che deve eccepire il dissenso seduta stante, come previsto dall’art. 6 del decreto ministeriale 15 luglio 1986; contemporaneamente lo deve invitare a sottoporsi a visita di controllo, nel primo giorno utile, presso il gabinetto diagnostico della sede INPS interessata, per il giudizio definitivo del coordinatore sanitario previsto dall’art. 6 citato.

2. In caso di necessità particolari verifiche sanitarie e/o amministrative, l’INPS può disporre direttamente visite ambulatoriali, avvalendosi dei propri medici.

Art. 11.
Commissioni miste

Il comma 1 dell’art. 12 del decreto ministeriale 18 aprile 1996, è così modificato:
“1. Per la gestione della disciplina di cui al presente decreto saranno costituite in ogni sede provinciale dell’Istituto nazionale della previdenza sociale commissioni miste, nominate dal direttore della sede e costituite, per l’amministrazione, dallo stesso direttore o suo delegato, nonché dal dirigente medico-legale responsabile del collegio medico-legale della sede provinciale e, per la componente medica, da un rappresentante designato dai medici di controllo iscritti nelle liste speciali della provincia.”.

Art. 12.
C o m p e n s i

1. I compensi fissati dall’art. 13 del decreto ministeriale 18 aprile 1996 sono rideterminati nelle seguenti misure:
a) visita di controllo domiciliare eseguita in giorno feriale: tariffa minima nazionale prevista per la visita a domicilio del malato di cui alla tabella A del decreto del Presidente della Repubblica 17 febbraio 1992 e successive modificazioni;
b) visita di controllo domiciliare eseguita in giorno festivo: tariffa di cui alla lettera a) maggiorata del 40%;
c) visita di controllo domiciliare feriale non eseguita a causa di mancata reperibilità del lavoratore: tariffa di cui alla lettera a) meno il 25%;
d) visita di controllo domiciliare festiva non eseguita a causa di mancata reperibilità del lavoratore: tariffa di cui alla lettera b) meno il 25%.
2. Per l’utilizzo di autovettura da parte del medico è riconosciuto, per ogni chilometro di percorso effettuato fuori dalla cinta urbana, un compenso pari ad 1/5 del prezzo suggerito dall’AGIP per un litro di benzina verde.
3. Qualora la visita medica di controllo sia da effettuare in isole nel cui territorio non sia stata costituita una apposita lista di medici e nelle quali non sia reperibile in loco altro medico dipendente da altre strutture pubbliche, che possa effettuare in via di eccezione le visite di cui trattasi al di fuori dell’orario di lavoro e sempreché l’orario dei mezzi pubblici di collegamento consenta il rispetto delle fasce orarie e il rientro in giornata, il compenso di cui alle lettere da a) a d) del comma 1 è maggiorato del 50% e il compenso di cui al comma 2 è sostituito dal rimborso delle spese di traversata effettivamente sostenute e documentate, secondo la tariffa “passeggero” dei mezzi navali di linea, nonché di eventuale uso di servizio pubblico di taxi nell’isola.
4. Per l’ipotesi di cui al precedente comma è riconosciuto altresì, qualora il rientro sulla terraferma non possa avvenire, secondo gli orari dei mezzi di trasporto, entro le ore 14, il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate per un pasto, entro il limite massimo di L. 45.000, rivalutato annualmente, a decorrere dal 1° gennaio 2002, in relazione agli aumenti intervenuti nel costo della vita in base agli indici ISTAT.
5. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano a >decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello di entrata in vigore del presente decreto.

Art. 13.
Spese di amministrazione

1. Con la decorrenza di cui al comma 5 dell’articolo precedente, l’importo fisso di cui all’art. 14 del decreto ministeriale 18 aprile 1996 è rideterminato nella misura di L. 8.000.

Art. 14.
Rimborso visite ambulatoriali A.S.L.

1. Qualora la visita ambulatoriale di controllo sia effettuata, secondo la previsione di cui all’art. 9 del decreto ministeriale 18 aprile 1996, presso il presidio sanitario pubblico diverso dall’INPS, al presidio stesso è rimborsato dall’INPS un importo pari al 50% dei compensi di cui al comma 1, lettera a), dell’art. 12.

Art. 15.
Rimborso compensi ed altre spese

1. I datori di lavoro e gli istituti previdenziali richiedenti, per ogni visita medica richiesta, sono tenuti a corrispondere all’INPS, a titolo di rimborso, i compensi e l’importo fisso a titolo di spese di amministrazione di cui agli articoli 12 e 13, nonché, limitatamente alle visite eseguite nei confronti dei lavoratori ammalati non aventi diritto alle prestazioni economiche di malattia a carico dell’INPS stesso, l’importo di cui all’art. 14, sia quando la visita ambulatoriale è eseguita dalla A.S.L., sia quando è eseguita dall’INPS.

Art. 16.
Revisione della disciplina

1. L’INPS e la FNOMCeO, trascorso un quadriennio dall’entrata in vigore del presente decreto, potranno definire eventuali proposte di modifica della presente disciplina.

Art. 17.
R i n v i o

1. Per quanto non previsto dal presente decreto continua ad applicarsi la disciplina di cui ai decreti ministeriali 15 luglio 1986 e 18 aprile 1996.

Art. 18.
Entrata in vigore e pubblicazione

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 12 ottobre 2000

Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale Salvi

Il Ministro della sanità Veronesi

Registrato alla Corte dei conti il 27 ottobre 2000 Registro n. 2 Lavoro e previdenza sociale, foglio n. 180

5- DM DEL 8 MAGGIO 2008

MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE DECRETO 8 maggio 2008

Visite di controllo effettuate dai medici fiscali dell’INPS.

IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE di concerto con IL MINISTRO DELLA SALUTE

Visto l’art. 5, commi 12 e 13, del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, concernente le visite mediche di controllo dei lavoratori;

Visti i decreti ministeriali 15 luglio 1986, 19 marzo 1992, 15 dicembre 1993, 18 aprile 1996 e 12 ottobre 2000, che hanno dato attuazione alla citata normativa;

Considerato che occorre procedere al rinnovo di tale ultimo decreto;

Tenuto conto che, al fine di pervenire ad una regolazione del contenuto e delle modalita’ di esplicazione del rapporto tra l’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) ed i medici iscritti nelle liste speciali di cui all’art. 5, comma 12, della legge n. 638 del 1983, piu’ rispondente alle esigenze della qualita’ del servizio reso all’Istituto e a quelle professionali dei medici di controllo, si rende indilazionabile l’adozione di iniziative legislative di adeguamento del quadro normativo che finora ha regolato la specifica materia;

Ritenuto, in coerenza con le predette esigenze di modifica, di procedere, stante il tempo trascorso dall’ultimo rinnovo, alla rimodulazione dei compensi dell’attivita’ dei medici di controllo e di confermare, fino alla completa rivisitazione della materia, da effettuarsi entro dodici mesi dalla vigente disciplina, la restante disciplina, ivi compresa la consistenza numerica dei medici iscritti nelle liste alla data del 31 dicembre 2007 e la procedura per la reintegrazione delle stesse;

Visto l’art. 3 della legge 14 gennaio 1994, n. 20 concernente disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti;

Visto l’art. 2, comma 2, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248;

Sentiti la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi ed odontoiatri e il consiglio di amministrazione dell’I.N.P.S. e, sentite, altresi’, le organizzazioni sindacali rappresentative della categoria;

Decreta:

Art. 1. Disciplina del rapporto

1. Fino alla completa rivisitazione della disciplina, da effettuarsi entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, e’ confermata, salvo quanto disposto all’art. 3 in tema di compensi, la vigente disciplina delle visite mediche domiciliari di controllo sullo stato di salute dei lavoratori in caso di infermita’ che comportino incapacita’ temporanea al lavoro,

disposte d’ufficio dall’I.N.P.S. o su contenuta nel decreto 12 ottobre 2000 o abrogate, negli altri decreti citati

richiesta di datori di lavoro, e, per le parti non modificate in premessa.

Art. 2. Numero degli incarichi

1. Il numero di riferimento per gli incarichi e’ di sei visite di controllo al giorno da eseguire nelle fasce di reperibilita’.Art. 3. Compensi

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