SIMPAF chiede aiuto alla FNMOCeO

Come sempre, lamedicinafiscale.it cerca di fotografare la situazione e segue l’avvicendarsi degli eventi, in particolare all’interno del mondo della medicina assistenziale e previdenziale.

In queste ore che precedono l’approvazione della finanziaria, stiamo seguendo le varie fasi del dibattito intra ed extra parlamentare.

A partire dalla situazione attuale (un contratto dei medici esterni non più ulteriormente prorogabile, in scadenza a fine mese, i centri medico legali Inps potenzialmente chiusi il primo di gennaio per carenza di personale medico), l’Inps ha avanzato al Governo Conte una proposta di modifica normativa chiedendo l’applicazione del comma 2 dell’art. 20 della riforma Madia: per svolgere le funzioni di tutta la medicina Inps (assistenziale, previdenziale e fiscale), per gli attuali medici esterni si propone la proroga dell’attuale contratto nelle more di un procedimento concorsuale da indire subito con i caratteri dell’urgenza riservando il 50% dei posti a chi sta già facendo questo lavoro. “….al fine di adempiere ai compiti attribuiti relativi all’accertamento dello stato di malattia dei lavoratori pubblici e privati, dei requisiti medico-legali di concessione dell’invalidità e inabilità previdenziale, dei compiti in materia di accertamento dell’invalidità civile, cecità civile, sordità, handicap, disabilità, in deroga ai limiti assunzionali previsti dalla vigente normativa, ha formulato proposta di modifica normativa per essere autorizzato ad incrementare la dotazione organica e il piano triennale del fabbisogno del personale dell’area medica di 708 unità, da reclutare mediante procedure di stabilizzazione di cui all’art. 20, comma 2, D. Lgs. 75/2017…” (det pres 153/2018).

L’associazione di categoria SIMPAF, invece, chiede alla propria Federazione di farsi da portavoce per avere una modifica normativa che tuteli i medici già in servizio da anni e che già sono stati selezionati con procedura concorsuale nazionale, di cui sono risultati vincitori e che, quindi, hanno caratteristiche tali da far parte di una lista speciale ad esaurimento. SIMPAF si riferisce, in questo contesto, solo alla medicina assistenziale e previdenziale, perchè parlare adesso di medicina fiscale e di medici fiscali significherebbe legiferare in un senso diverso a quello stabilito da tutta una serie lunga di leggi, dall’art. 18 del D. Lgs 75/2017  (capo VIII per le visite fiscali) con il relativo atto di indirizzo alla legge del 30 ottobre 2013, n. 125 e a quella del 27 dicembre 2013, n. 147, comma 340. SIMPAF auspica, infine, che, per la medicina assistenziale e previdenziale, venga applicato il comma 1 dell’art. 20 della riforma Madia per quei medici esterni, cioè, che siano in servizio al 31 dicembre 2018 e che abbiano svolto almeno tre anni di attività negli ultimi 8, anche non continuativi, per lo steso ente. Così facendo i CML continuerebbero ad essere operativi, senza aggravio di costi  e senza bisogno di nuove proroghe contrattuali. Il concorso servirebbe successivamente per implementare la pianta organica per i posti che si renderanno necessari dopo aver stabilizzato chi sta già lavorando da tempo al fianco dei medici dipendenti, facendo il loro stesso lavoro: questi medici, ad avviso della SIMPAF, hanno una priorità, acquisita dagli anni di lavoro svolto con contratto flessibile a tempo determinato e in virtù della selezione pubblica nazionale vinta.  SIMPAF ribadisce che queste caratteristiche fondamentali (medici che lavorano da anni per l’Inps dopo aver vinto, e più volte, le relative procedure concorsuali nazionali) vanno tenute in conto. Per ora, i CML Inps non sanno come fare a programmare l’attività a gennaio.

Riportiamo, per intero, la lettera aperta SIMPAF al presidente FNOMCeO Filippo Anelli.

Caro Presidente,

vorremmo aggiornarLa sugli ultimi sviluppi che riguardano la difficile situazione dei Centri Medico Legali Inps e dei relativi 900 medici esterni, arruolati per assicurare l’espletamento degli adempimenti istituzionali medico legali delle UOC/UOS centrali e territoriali.

I medici “convenzionati esterni” sono inseriti stabilmente nell’organizzazione dell’attività lavorativa con evidenza di rapporto di subordinazione gerarchica; svolgono un’attività, istituzionale ordinaria, coordinata e continuativa, anche se l’ente non versa loro i contributi previdenziali; hanno un assetto organizzativo predisposto dal datore di lavoro senza una qualsivoglia struttura autonoma della propria attività.

Il loro contratto, di durata annuale, scadrà il prossimo 31 dicembre e non è più rinnovabile ai sensi del D. Lgs del 25 maggio 2017, n. 75, come modificato dall’art. 22 comma 8 della legge del 27 dicembre 2017, n. 205: a tutt’oggi, i medici esterni non hanno ricevuto alcuna comunicazione da parte dell’Ente riguardo al proprio futuro professionale, pur dopo tanti anni di lavoro (tanti di loro stanno rendendo questo servizio dal 2009).

Il loro contratto è libero professionale anche se, de facto, in base alla moderna giurisprudenza, ha tutte le caratteristiche del lavoro subordinato: e come si può pretendere che l’Inps sostituisca i medici interni dipendenti che vanno in pensione con dei convenzionati esterni quando è proibito, per Legge (vedi circolari interpretative del D. Lgs 165/2001 e rilievi della Corte dei Conti), l’utilizzo di personale esterno per le attività istituzionali?

In merito alla corretta interpretazione dello status giuridico  dei medici esterni, siamo in attesa di leggere a breve le sentenze del Tribunale del Lavoro di Messina e della Corte Costituzionale, in base alla questione sollevata con ordinanza del Tribunale di Foggia del 26 ottobre 2018 discussa all’udienza pubblica del 23 ottobre 2018, e le disposizioni dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Con la determinazione presidenziale Inps del 30 novembre 2018, che è stata trasmessa alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento di Funzione Pubblica, si è programmato il piano dei fabbisogni di personale alla luce della legge Madia : le amministrazioni pubbliche, infatti, devono fare periodicamente una ricognizione sull’effettivo fabbisogno di personale e possono ricorrere a personale esterno solo per eccezionali e temporanee necessità.

Nei giorni scorsi, nell’iter parlamentare della Legge di Bilancio e nel Decreto Concretezza, sono stati presentati, e dichiarati inammissibili, tre emendamenti: l’emendamento 35.3 a firma Vanessa Cattoi, Cestari, Bellachioma, Frassini, Pretto, Ribolla, Tommasi e i due 4.02.2 a firma Rizzotti, Stabile, Floris, Toffanin, Gallone, De Poli: tutti e tre non tutelavano i medici esterni e non davano soluzioni rapide per la situazione di estrema urgenza in cui versano i CML INPS e tutti i cittadini italiani che, a tutt’oggi, non sanno quali medici svolgeranno a partire dal 2 gennaio p.v. le complesse e istituzionali funzioni della Medicina Assistenziale e Previdenziale.

Il punto 3 dell’emendamento 4.0.2 “bis” dichiarato inammissibile dalla V commissione parlamentare è stato, poi, ripreso e dettagliato nel messaggio Hermes Inps n. 4582 dello scorso 6 dicembre, firmato dal Direttore Generale Inps Gabriella Di Michele, dal titolo “Acquisizione risorse mediche in caso di esaurimento delle graduatorie regionali. Indicazioni operative”.

Le indicazioni operative emesse dall’INPS con questo comunicato dovrebbero essere adottate per far fronte all’esigenza di personale medico nelle sedi INPS carenti e recitano: “…Il Direttore di coordinamento metropolitano/provinciale che intenda integrare il fabbisogno dei medici e sia nell’impossibilità di scorrere la graduatoria regionale presente (che pure nel testo stesso veniva definita in scadenza in data 31 dicembre 2018) provvederà a segnalare all’Ordine provinciale dei Medici Chirurghi il fabbisogno dei medici da ricoprire, specificando le specializzazioni necessarie. Acquisite le candidature da parte dell’Ordine provinciale, si procederà alla costituzione di una commissione valutatrice composta dal Direttore regionale/di coordinamento metropolitano, dal Direttore provinciale e dal Coordinatore regionale medico legale. Terminata la selezione da parte della commissione valutatrice, si procederà alla contrattualizzazione dei medici utilmente collocati in graduatoria secondo il fabbisogno precedentemente individuato. Per tutti gli aspetti di natura contrattuale (obblighi, condizioni, incompatibilità, impegno, emolumenti e retribuzione) si rinvia al bando citato (determina presidenziale 147/2015)” . Si chiede, quindi, di continuare ad applicare, andando contro gli attuali aspetti normativi (art. 97 Cost, D.P.R 9 maggio 1994, n. 487, art. 7 comma 6 del D. Lgs. 165/2001, dell’art. 4 del D. Lgs del 25 maggio 2017, n. 75, dell’art. 5, comma 1, del D. Lgs del 25 maggio 2017, n. 75, dell’art. 20, coma 8 del D. Lgs del 25 maggio 2017, n. 75) e giurisprudenziali (art. 2094 c.c., numerose sentenze della Suprema Corte di cassazione dalla n. 379 del 30 giugno 1999 alla n. 25711 del 15 ottobre) le stesse caratteristiche contrattuali “anomale” di questo bando coinvolgendo oltretutto nell’attuazione dello stesso un Ente di Diritto Pubblico ausiliario dello Stato come l’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi?

Nella comunicazione INPS in questione, si fa presente che i 900 medici specialisti attualmente in carica fanno parte di una lista generata dalle graduatorie derivanti dalla selezione pubblica come da determinazione presidenziale del 12 novembre 2015 e questa lista è così composta:

 

Le chiediamo, Presidente,

come la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri intenda rispondere alle anomale modalità di chiamata di cui al messaggio Hermes INPS n. 4582 di selezione pubblica di medici per zone carenti INPS, che coinvolge direttamente gli Ordini dei Medici e Chirurghi di tutta Italia, nell’applicazione di un contratto che non è rinnovabile per gli attuali 900 medici esterni ma verrebbe applicato ad un nuovo contingente di medici, oltretutto con l’avallo ed il sostegno operativo della stessa FNOMCeO.

 

Le chiediamo, Presidente,

che la FNOMCeO risponda rigettando la richiesta INPS e stilando, di contro, una lista nazionale FNOMCeO dei 900 medici specialisti “esterni” in servizio al 31 dicembre 2018 che l’Inps ha arruolato tramite selezione pubblica con determina presidenziale 147/2015 e che ha legato a sé con almeno tre anni continuativi di attività. Questi medici hanno bisogno della propria Federazione affinchè chieda al governo Conte la norma necessaria per inserirli in una lista speciale ad esaurimento. Ciò oltretutto è possibile restando all’interno dell’attuale quadro normativo e senza alcuna spesa. I precedenti Governi si erano posti come obiettivi la regolarizzazione di posizioni “anomale” promuovendo le leggi necessarie come la legge “salvalista” del 30 ottobre 2013, n. 125 e la legge “priorità” del 27 dicembre 2013, n. 147, comma 340 per i medici fiscali con il governo Letta, l’art. 18 del D. Lgs 75/2017 (capo VIII, polo unico delle visite fiscali) e l’Atto di Indirizzo con il governo Gentiloni, la sanatoria per i supplenti della scuola con la Buona Scuola del governo Renzi.

 

Le chiediamo, infine, Presidente,

di far levare alta la voce della FNOMCeO in questo rovente dicembre 2018 per chiedere una norma che, in assenza di aggravio di spesa potendo attingere a fondi Inps disponibili all’uopo e ben descritti nell’emendamento 4.0.2, possa sanare, in base all’art. 20, comma 1 (non comma 2) del D. Lgs 75/2017 e con l’incremento di 708 unità con copertura finanziaria come da determinazione presidenziale Inps 153/2018, la situazione di quei medici esterni INPS che, in servizio al 31 dicembre 2018, abbiano svolto almeno tre anni di servizio negli ultimi otto nella pubblica amministrazione in ruoli affini a quello che ha determinato l’inquadramento (direttiva 3/2018 del Ministero della Funzione Pubblica), in analogia con quanto è stato fatto per i supplenti della scuola con la Buona Scuola, a tutela non solo della professionalità di medici specialisti che da anni lavorano presso l’INPS ma anche dei milioni di cittadini italiani che ogni giorno varcano la soglia del nostro Istituto Previdenziale.

E riportiamo per intero i commi 1 e 2 dell’art. 20 e l’art. 18 del D. lgs. del 25 maggio 2017, n. 75, la legge “salvalista” del 30 ottobre 2013, n. 125 e la legge “priorità” del 27 dicembre 2013, n. 147, comma 340.


Legge Madia

Art. 20 Superamento del precariato nelle pubbliche amministrazioni

1. Le amministrazioni, al fine di superare il  precariato,  ridurre 
il ricorso ai contratti a termine e valorizzare  la  professionalita'
acquisita dal personale con rapporto di lavoro a  tempo  determinato,
possono, nel triennio 2018-2020, in coerenza con il  piano  triennale
dei fabbisogni di cui all'articolo 6, comma 2,  e  con  l'indicazione
della relativa copertura finanziaria, assumere a tempo  indeterminato
personale non dirigenziale che possegga tutti i seguenti requisiti: 
  a) risulti in servizio successivamente  alla  data  di  entrata  in
vigore della legge n. 124 del 2015 con contratti a tempo  determinato
presso l'amministrazione che procede all'assunzione; 
  b) sia stato reclutato  a  tempo  determinato,  in  relazione  alle
medesime attivita' svolte, con procedure concorsuali anche  espletate
presso  amministrazioni  pubbliche  diverse  da  quella  che  procede
all'assunzione; 
  c)  abbia  maturato,  al  31   dicembre   2017,   alle   dipendenze
dell'amministrazione che procede all'assunzione almeno  tre  anni  di
servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni. 
  2. Nello stesso triennio  2018-2020,  le  amministrazioni,  possono
bandire, in coerenza con il piano triennale  dei  fabbisogni  di  cui
all'articolo 6, comma 2, e ferma restando la  garanzia  dell'adeguato
accesso dall'esterno, previa  indicazione  della  relativa  copertura
finanziaria, procedure concorsuali riservate, in misura non superiore
al cinquanta per  cento  dei  posti  disponibili,  al  personale  non
dirigenziale che possegga tutti i seguenti requisiti: 
  a) risulti titolare, successivamente alla data di entrata in vigore
della legge n. 124 del 2015, di un  contratto  di  lavoro  flessibile
presso l'amministrazione che bandisce il concorso; 
  b) abbia maturato, alla data del 31 dicembre 2017, almeno tre  anni
di contratto, anche non continuativi, negli ultimi otto anni,  presso
l'amministrazione che bandisce il concorso.

Capo VIII
Polo unico delle visite fiscali
Art. 18

 
Modifiche all'articolo 55-septies del decreto  legislativo  30  marzo
                            2001, n. 165 
 
  1. All'articolo 55-septies del decreto legislativo 30  marzo  2001,
n. 165, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) al comma 1  e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo:  «I
controlli sulla validita' delle suddette  certificazioni  restano  in
capo alle singole amministrazioni pubbliche interessate.»; 
  b) al comma 2 la parola «inoltrata» e' sostituita  dalle  seguenti:
«resa   disponibile»   e   dopo   le   parole    «all'amministrazione
interessata.» e' inserito il seguente periodo: «L'Istituto  nazionale
della previdenza sociale utilizza la medesima certificazione  per  lo
svolgimento delle attivita'  di  cui  al  successivo  comma  3  anche
mediante la trattazione dei dati riferiti alla diagnosi.  I  relativi
certificati devono contenere anche il codice nosologico.»; 
  c)  dopo  il  comma  2  e'  inserito  il  seguente:   «2-bis.   Gli
accertamenti medico-legali sui dipendenti assenti  dal  servizio  per
malattia sono effettuati, sul territorio nazionale, in via  esclusiva
dall'Inps d'ufficio o su richiesta con oneri a carico  dell'Inps  che
provvede nei limiti delle risorse  trasferite  delle  Amministrazioni
interessate. Il rapporto tra l'Inps e i medici di medicina fiscale e'
disciplinato da apposite  convenzioni,  stipulate  dall'Inps  con  le
organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative in
campo nazionale. L'atto di indirizzo per la stipula delle convenzioni
e' adottato con decreto del Ministro del  lavoro  e  delle  politiche
sociali, di concerto con il Ministro  per  la  semplificazione  e  la
pubblica amministrazione e con  il  Ministro  della  salute,  sentito
l'Inps  per  gli  aspetti  organizzativo-gestionali  e   sentite   la
Federazione nazionale degli  Ordini  dei  medici  chirurghi  e  degli
odontoiatri e le organizzazioni sindacali di  categoria  maggiormente
rappresentative. Le convenzioni garantiscono il  prioritario  ricorso
ai medici iscritti nelle liste di cui all'articolo 4,  comma  10-bis,
del  decreto-legge  31  agosto  2013,   n.   101,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013,  n.  125,  per  tutte  le
funzioni di accertamento medico-legali sulle assenze dal servizio per
malattia  dei  pubblici  dipendenti,  ivi   comprese   le   attivita'
ambulatoriali inerenti alle medesime funzioni. Il  predetto  atto  di
indirizzo  stabilisce,  altresi',  la   durata   delle   convenzioni,
demandando a queste ultime, anche in funzione della relativa  durata,
la disciplina delle incompatibilita' in relazione  alle  funzioni  di
certificazione delle malattie.»; 
  d) il comma 5-bis e' sostituito dal seguente: «5-bis.  Al  fine  di
armonizzare la disciplina dei settori pubblico e privato, con decreto
del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, di
concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche  sociali,  sono
stabilite le fasce orarie di  reperibilita'  entro  le  quali  devono
essere effettuate le visite di controllo e sono definite le modalita'
per lo svolgimento delle visite medesime e per l'accertamento,  anche
con cadenza sistematica e ripetitiva, delle assenze dal servizio  per
malattia. Qualora il  dipendente  debba  allontanarsi  dall'indirizzo
comunicato durante le fasce di reperibilita'  per  effettuare  visite
mediche,  prestazioni  o  accertamenti  specialistici  o  per   altri
giustificati motivi, che devono essere, a richiesta, documentati,  e'
tenuto a darne preventiva comunicazione  all'amministrazione  che,  a
sua volta, ne da' comunicazione all'Inps.». 

Legge n. 125 del 30 ottobre 2013

dopo il comma 10 sono inseriti i seguenti:

«10-bis.  In   considerazione   dei   vincoli   di   bilancio   e assunzionali,  nonche’  dell’autonomia  organizzativa  dell’INPS,  le liste speciali, gia’ costituite ai sensi dell’articolo 5,  comma  12, del  decreto-legge  12  settembre  1983,  n.  463,  convertito,   con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, sono trasformate in liste speciali ad esaurimento, nelle quali  vengono  confermati  i medici inseriti nelle suddette liste alla data di entrata  in  vigore della legge di conversione del presente  decreto  e  che  risultavano gia’ iscritti nelle liste alla data del 31 dicembre 2007.

 

Legge n. 147 del 27 dicembre 2013, comma 340

340. Al comma 10-bis dell’articolo 4 del  decreto-legge  31  agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge  30  ottobre2013, n. 125, e’ aggiunto, in fine, il  seguente  periodo:  «Ai  fini della razionalizzazione del  servizio,  l’INPS,  per  l’effettuazione delle visite mediche di controllo domiciliari ai  lavoratori assenti dal servizio per malattia, si avvale, in via prioritaria, dei  medici inseriti nelle liste speciali di cui al periodo precedente».

  341. Dall’attuazione delle disposizioni di cui  al  comma  340  non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.