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Marco Goldin, il “Signor Linea d’Ombra” curatore della mostra, si presenta con questa raffica di dati.

  • 20, gli anni di attività di Linea d’Ombra
  • 10, i Milioni di visitatori nelle varie esposizioni
  • 1100, i prestiti dalle Istituzioni di tutto il mondo
  • 10.000, le opere d’arte esposte

Non nasconde certo la soddisfazione, conscio di aver apportato in questi anni un gran contributo culturale in Italia e nel suo Veneto in special modo; ricorda gli esordi di Linea d’Ombra:

  • 1996….. prima mostra alla Casa dei Carraresi sulla pittura Italiana degli anni 50-60, cui seguì l’anno successivo a Conegliano “Paesaggi dello spirito”, la prima esposizione in cui fu possibile presentare due “Ninfee” di Monet, i primi prestiti internazionali.
  • 2006….. dedicò ai dieci anni di attività, una grande mostra, a Brescia, “Turner e gli Impressionisti, la grande storia del paesaggio moderno in Europa”.
  • 2016..Linea d’Ombra festeggia il 20° anniversario con questa esposizione .

Storie dell’Impressionismo.

Spiega Marco Goldin “ Sono dieci anni esatti che non faccio una vera mostra sull’Impressionismo…” quadri dei pittori impressionisti sono entrati in precedenti esposizioni, quali Genova 2011 ( Van Gogh ed il viaggio di Gauguin) ed a Vicenza sui notturni ( “Tutankhamon Caravaggio Van Gogh. La sera e i notturni dagli Egizi al Novecento”) nel 2014-2015, ma come presenze all’interno di di percorsi di carattere storico e tematico.

Qui ho scelto di fare una cosa diversa…”dice…. la “cosa diversa” è un vero Colossal: conta 140 opere che comprono tutto il XIX° secolo, organizzate in areee tematiche, non in ordine cronologico; con questa mostra se ne potrebbero fare almeno 5, commenta una curatrice straniera che ha seguito le ultime ore di allestimento, se si pensa che in Italia le mostre attualmente espongono al massimo 40-50 opere. Gli stessi conservatori di grandi istituti non si capacitano di come sia stato possibile ottenere tante e tali opere a dir poco eccezionali.

Si potrà vedere una racconto che, partendo dalla prima sala, dalle opere di Ingres (1804) attraversando l’attività di Delacroix, tocca l’acme del realismo di Gustave Courvet, e poi passa in quella stagione assolutamente meravigliosa degli anni 60 con Degan, Renoir e Manet.

Il percorso riguarda la totalità della pittura francese del 19°secolo, dal 1804 di Ingres al 1918-19 di Monet (lo stagno delle ninfee, Giverny).

STORIE” dell’impressionismo perchè, dice Goldin “ ti accompagno, visitatore che vieni, lungo un percorso che vuole indirizzare il tuo sguardo partendo da così lontano, per farti entrare in quel mondo, in quel meccanismo…il meccanismo del pensiero, il meccansimo della visione, dentro dei rapporti che sono anche di carattere sociale e storico.”

Ci si troverà di fronte l’accostamento di quadri diversi, il “Clown” di Renoire (1868) viene collocato vicina ad un’immagine allegorica di Pierre-Pouvis de Chavannes- La Vigilanza – ( 1867).. perchè?

Per dire e mostrare che a Parigi, in Francia, in quel momento succedevano tante cose diverse.

Il racconto, “LE STORIE” che la mostra vuole raccontare non è un prima ed un poi, non una sequenza causale e/o cronologica, “non prima succede questo, poi da questo succede quello, e da quello un altro, ed un altro ancora”- dice Goldin in conferenza stampa-” non è questo il concetto della mostra, perchè questo non accadeva in Francia. Questo poteva accadere fino alla fine degli anni 50…e poi basta”.

Nel periodo successivo, gli anni 60 e 70, un periodo magnifico, paragonabile alla Firenze quattrocentesca e la Venezia cinquecentesca per la ricchezza e la straordinarietà delle cose che accadevano, in Francia accadeva che Monet, in pittura da oltre dieci anni, fosse coevo di un ancor vivente Ingres, due mondi fossero diversi ma sovrapposti; ci sono i pittori di Salon, di accademia, ci sono i pittori della realtà della scuola di Barbizon, ci sono i giovani impressionisti che cominciano la cosidetta ecole du plein air… la mostra fa vedere esattamente ciò, tutte queste cose che accadevano simultaneamente, per cui troverete uno accanto all’altro un paesaggio di VanGogh con a fianco un pittore post-romantico -Coruelle d’Arigny- …la stessa immagine, ma profondamente diverse.

La mostra è divisa in ambiti tematici, quali il ritratto, la figura, en plein air, la natura morta ed il paesaggio una mostra nella mostra! ben 52 opere esposte!- che si dirama attraverso gli ambiti dei boschi, del mare con il tema dell’onda, – che introduce il rapporto, il raffronto importantissimo con l’arte giapponese e la fotografia, due termini di paragone molto importanti…ci sono accostati, sulle pareti dei quadri importanti degli Impressionisti con quadri altrettanto importanti di autori giapponesi (Utagawa Hiroshige, Katsushika Hokusai) e le fotografie di Gustave Le Gray, – fino al superamento dell’Impressionismo, con Van Gogh, Cezanne, Guaguin, “quando l’immagine fisica si sgretola, perde il suo contato con la realtà ed entra nei territori dell’anima”, ed infine i villaggi ( i grandi pittori impressionisti lavorarono attorno a Parigi, lungo la Senna: le importanti mostre parigine nascono dalle lunghe ed appasionate conversazioni di Manet, Pizarro, Renoire ad Argenteuil) …

La parte finale, con i campi di VanGogh, ci porta nella sezione “L’impressionismo in pericolo”, la crisi del Plen air, la dissolvenza delle cose, i paesaggi si dissolvono, i pittori non si immergono

più nel paesaggio, ma ritornano in studio, si rifugiano nella coscienza, dentro de stessi; Cezanne anticipa il cubismo ( e in quel momento Picasso lavora gia alla Modmiselle d’Avignone)..il XX secolo incombe.

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Vincent van Gogh, Gelsi potati al tramonto, 1888

olio su tela applicata su cartone, cm 31,6 x 34,3

Otterlo, Kröller-Müller Museum, The Netherlands

Bene…tutte queste sezioni cominciano e finiscono, per ricominciare da capo nella successiva.

Una mostra quindi didattica, storica, compatibile con tutti i livelli di lettura, si può vedere come se fosse un museo contenente 140 opere famose, o approfondire in base alle proprie conoscenze della storia dell’arte.

La mostra è arricchita da grandi testi appesi alle pareti, ed è possibile visitarla con l’ausilio di guide ( audioguide e guide personali).

Ci sono molte altre facce e luoghi da esplorare in quest’avventura che Marco Goldin con Linea d’Ombra ha regalato al suo pubblico, descrivere tutto vorrebbe dire, come per le sezioni della mostra, ricominciare da capo un discorso diverso per ogni aspetto, per ogni sala, per ogni punto di vista. Un labirinto emozionale, la cui via d’uscita ogni visitatore riconosce unicamente con la propia sensibilità.

Ho avuto il privilegio e la fortuna di visitare la mostra prima dell’apertura, l’impressione che ne ho avuto mi permette di suggerire a tutti coloro che intendono approfittare di quest’evento irripetibile, di programmare un accesso con molto, molto tempo a disposizione: il numero delle opere è tale da stordire anche i più consumati frequentatori, e la immane bellezza dei dipinti esposti necessita di soste tali da lasciar scaturire e vivere l’emozione che solo certi capolavori possono comunicare. Una visione epidermica e frettolosa sarebbe una vera occasione perduta.

Notevole” anche il Catalogo: solo 452 pagine, di cui le prime 223 di solo testo, un saggio, anche questo imperdibile.

Guglielmo Sergi per “Medici ed Arte”- La Medicina Fiscale.

Info

TREVISO

MUSEO DI SANTA CATERINA

29 OTTOBRE 2016

17 APRILE 2017

Mostra ideata e curata da Marco Goldin

SERVIZIO PRENOTAZIONI

E INFORMAZIONI

Call center

Tel. 0422 429999

Fax 0422 308272

www.lineadombra.it

ORARIO MOSTRA

da lunedì a giovedì ore 9.00 – 18.00

da venerdì a domenica ore 9.00 – 19.00

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