SUMAI: lontani su parte normativa per trattamenti previdenziali ed economici

Al termine della settimana caratterizzata dagli incontri dei rappresentati sindacali della Medicina Fiscale con la dirigenza INPS ed ENPAM, “Frutto dei recenti incontri presso INPS e ENPAM, le trattative per la Convenzione del Polo Unico della Medicina Fiscale – dice il Guglielmo Sergi, referente nazionale SUMAI per la Medicina Fiscale – sembrano cominciare a procedere nella direzione di un dialogo costruttivo: un primo traguardo è in via di definizione e riguarda una parte normativa della convenzione, contenenti le norme per rappresentanza sindacale e varie tutele – malattia, attività di volontariato, maternità etc -, le incompatibilità ed i criteri di ammissione; verranno inoltre istituite Commissioni Nazionali e Regionali nella cui composizione sono previsti i rappresentanti sindacali, a tutela e controllo sulle azioni sanzionatorie a carico dei Sanitari.”

“Permane tuttavia una notevole distanza – continua Sergi – tra le nostre posizioni e quelle dell’Ente circa i trattamenti previdenziali ed economici: le proposte INPS a tal riguardo non ci soddisfano, ed anzi, a ben guardare, rappresentano un poco lecito tentativo di peggioramento delle condizioni reddittuali attuali, oltre ad essere, per la parte previdenziale, di dubbia correttezza normativa.”

“Nei prossimi incontri – conclude Sergi – ci attendiamo uno sforzo da parte di INPS per venire incontro alle legittime aspettative dei colleghi interessati a chiudere in tempi brevi la trattativa.”

Secondo Antonio Magi, segretario nazionale SUMAI, la soluzione per l’ACN dei medici fiscali resta il contratto della specialistica ambulatoriale: ecco le sue risposte ad alcune nostre domande.

1- Parliamo della situazione dei medici INPS, attualmente divisi in tre gruppi: 513 dipendenti, 900 medici convenzionati esterni e 1200 medici fiscali circa. Con il decreto sul polo unico inserito nel TUPI del 28 febbraio 2017, anche i medici fiscali svolgeranno attività ambulatoriale. I medici fiscali possono avere un contratto della specialistica ambulatoriale anche se non sono tutti specialisti?

Assolutamente sì: il contratto della specialistica ambulatoriale si può applicare anche ai medici fiscali, oggi viene già applicato anche ai medici non specialisti ex enti basta aggiungere delle piccole varianti legate alla specificità del lavoro dei medici fiscali.

In passato l’INPS aveva già recepito il vecchio contratto della Specialistica Ambulatoriale: infatti ancora oggi nell’articolato vi sono riferimenti proprio all’INPS.

 

2- E il contratto della medicina dei servizi?

Questo contratto fu un’invenzione della specialistica ambulatoriale, nacque con delle piccole varianti per i medici non specialisti e fu finanziato inizialmente con risorse delle Medicina Specialistica Ambulatoriale.

Poi nel recente passato un decreto legislativo lo ha inglobato nel contratto della Medicina generale, secondo me in modo improprio, in quanto il pagamento dei medici dei servizi è a forfait orario e non a quota capitaria.

La categoria della medicina dei servizi oltre tutto è stata messa “ad esaurimento” dal 1992 ed al momento è un contratto non più aggiornato e  destinato a scomparire.

Non potrebbe essere applicato per i medici fiscali INPS perchè non contiene le direttive previste nell’atto di indirizzo.

 

3- Attualmente a quanto ammonta la retribuzione oraria del contratto della specialistica ambulatoriale a 36 ore settimanali?

 Attualmente la retribuzione oraria di uno specialista ambulatoriale ammonta ad inizio carriera ad un importo lordo di € 31,66 al quale vanno aggiunti gli oneri accessori: quindi, la retribuzione oraria lorda di uno specialista ambulatoriale con un incarico ad esempio di 36 ore settimanali è di € 4.938,96 più la tredicesima ed il costo per il committente compresi gli oneri accessori è di 73.195,38.

 

 4- Quali vantaggi offre il contratto della specialistica ambulatoriale all’Ente committente?

 Questo è un contratto che esiste oramai da più di 50 anni ed ha dato garanzie di funzionalità e di economicità. Il Vantaggio per l’Ente committente di poter assumere il medico con un contratto a tempo indeterminato ma per le ore che ritiene necessarie al servizio da svolgere da 1 a 38 ore settimanali, con un arruolamento con una modalità concorsuale chiara e trasparente come recentemente previsto dal D.Lgs 289 del 2012 mediante graduatoria provinciale e con concorso mediante commissione giudicante solo in caso di provate necessità di specifiche competenze professionali; un contratto flessibile, che prevede anche le attività domiciliari, che interessano proprio i medici fiscali, insomma un contratto completo ed adottato anche dall’INAIL e dal Ministero della Salute che è uno dei ministeri estensori dell’atto di indirizzo per l’INPS.

 

  1. Quale è la strada che persegue il SUMAI nella trattativa del contratto dei Medici Fiscali INPS?

 Il SUMAI, come la storia dimostra, cercherà di agevolare il più possibile il raggiungimento, finalmente, di un contratto per i Medici Fiscali che sia più agevole per l’ente e più garantista per i medici che vi operano e la strada maestra è quella del recepimento dell’ACN della specialistica ambulatoriale.

Basterà adattare alcuni punti dell’articolato in funzione delle specifiche attività dell’Ente.

Altre tipologie di contratti non potranno avere questa caratteristiche di economicità e duttilità da una parte e di garanzia dall’altra.

Il SUMAI per statuto cerca di ottenere le migliori condizioni di lavoro e di compenso per il medico e quanto visto e quanto verrà proposto è lontano mille miglia dagli interessi dei medici fiscali e quello che stupisce anche dagli interessi dell’Ente che non comprende quanto sia fondamentale ed utile la fidelizzazione ed il senso di appartenenza di chi vi opera e che solo un contratto a tempo indeterminato potrà dare.

 

 

Federica Ferraroni