Trattativa medici fiscali: la soluzione del doppio binario

I medici fiscali sono sul piede di guerra proprio contro i propri rappresentanti sindacali visto che la proposta presentata dalla maggioranza delle organizzazioni sindacali è ritenuta, da molti medici fiscali, peggiorativa rispetto alla situazione attuale in termini di compensi e di tutele: una soluzione praticabile è quella del “doppio binario”, lasciando la facoltà di scegliere al singolo medico se restare con la disciplina attuale o cambiarla aderendo alla nascitura convenzione.

Pubblichiamo una delle tante lettere giunte in redazione su questo tema infuocato. In particolare, questa è scritta da un socio ANMEFI e indirizzata al presidente ANMEFI, Claudio Palombi, che ancora non ha risposto ai quesiti posti: lamedicinafiscale.it pubblicherà volentieri anche la replica del presidente ANMEFI, il sindacato dei medici fiscali maggiormente rappresentativo della categoria.

Gentile Presidente,

ringrazio perché in precedenza avete risposto ai miei quesiti.

Vorrei, però, fare alcune considerazioni con tutti gli iscritti ANMEFI e che, spero, possano essere anche discusse, considerate e vagliate attentamente nel corso dell’incontro di domenica p.v.

  1. ho letto anche io la bozza che avete presentato e, in tutta sincerità, mi sembra carente in molti punti, non ultimo quello economico
  2. so per certo che INPS, per adesso, si è espresso solo sui contributi ENPAM escludendoli categoricamente, il che farebbe decadere il tutto
  3. da quanto si evince il nostro carico di lavoro sarebbe notevolmente aumentato senza, peraltro, alcun ritorno economico, anzi con stipendi inferiori di quelli attuali
  4. la bozza sembra essere scritta a misura per quei pochi colleghi che esercitano una attività libero professionale presso i propri studi (dentisti, dietologi, agopunturisti… )
  5. non mi sembra , a differenza di quello che il sindacato sostiene , che per noi, allo stato attuale, ci siano particolari incompatibilità, ad eccezione, ovviamente, di quella tra medico certificatore e medico controllore; tant’è che sono in servizio, da sempre, come medici fiscali, medici di assistenza primaria, medici di continuità assistenziale , specialisti ambulatoriali, pediatri di libera scelta, dipendenti (118) ed anche pensionati; alcuni di loro hanno fatto causa all’INPS negli anni addietro, per estromissioni improprie: tutti sono stati riammessi in servizio sia dai Pretori del Lavoro che dalla Cassazione. Questa bozza, pertanto, parte già sconfitta. Molti di questi colleghi sono già sul piede di guerra con argomentazioni e ricorsi molto ben motivati. Pur non rientrando nelle suddette categorie penso sia giusto considerare legittime le aspettative di medici che, pur impegnati in altre attività, hanno svolto il compito di Medici fiscali in maniera corretta e professionale, senza alcun danno per l’Istituto, anzi!!
  6. altra considerazione: con la bozza da voi proposta la maggior parte dei colleghi dovrebbe abbandonare il proprio incarico, a beneficio di chi? Di neo laureati, quasi tutti ultraspecialisti e poco inclini al sacrificio professionale di ore e ore in macchina, macinando chilometri e chilometri su strade spesso impervie perchè non tutti abbiamo la fortuna di lavorare in città. O devo pensare che i soldi destinati al nostro lavoro debbano servire ad altri scopi?
  7. I decreti sul blocca liste e sulla priorità sono una conquista, una grande conquista che dà diritti a tutti noi e non sarà, certamente, un nuovo contratto ad estromettere una gran parte di colleghi che esercitano da ben prima che questi sindacati esistessero. A meno naturalmente che per superficialità o disattenzione non si cancellino tutte queste tutele con un colpo di spugna.
  8. Io penso che sindacati che rappresentano solo i medici fiscali (ANMEFI E SINMEVICO) debbano lavorare su altro: perché avete subito passivamente il programma installato sui tablet? non credo che ignoriate che possiamo essere geo-localizzati; cosa avete chiesto all’Inps, in termini economici, per le statistiche che forniamo (codici nosologici, categorie di lavoratori) ? perché continuiamo a subire l’obbligo di fascia ?Sicuramente saprai che le visite assegnate in orario antimeridiano si possono effettuare in giornata e quelle assegnate in orario postmeridiano possono essere effettuate entro il giorno successivo (legge del 1985 mai cambiata); perché lavoriamo senza conoscere la diagnosi del medico?; perché siamo costretti ad effettuare la relazione medica all’istante, spesso in condizioni di disagio psicofisico? Almeno il SINMEVICO non ha firmato la bozza !….Ma certamente la cosa più grave in assoluto è quella di far apporre la firma al lavoratore in calce alla relazione medica mettendoci, praticamente , in condizione di violare l’art. 65 del codice di deontologia professionale che cita testualmente : “ il medico, nell’esercizio delle funzioni di controllo, non deve rendere palesi al soggetto le proprie valutazioni in merito alla diagnosi e alla terapia”. E’ ovvia la ratio della norma deontologica che vuole evitare, in caso di diversità di parere con il medico curante, il manifestarsi di contrasti fra colleghi di cui sarebbe testimone, primo fra tutti, il soggetto sottoposto a controllo.
  9. Molti colleghi, iscritti anche all’ANMEFI, alla FIMMG e ad altri sindacati, non penso possano essere contenti di questa bozza, scaturita dalla decisione dei pochi presenti in Assemblea. Non sarebbe più giusto ed onesto tastare il polso a tutti i medici fiscali, iscritti e non ai sindacati, magari utilizzando i canali informatici e interessando gli Ordini e la FNOM?
  10. non penso si stia gestendo la faccenda nella maniera migliore perché si stanno facendo solo gli interessi di pochi lasciando per strada la maggior parte dei colleghi che hanno fatto della medicina fiscale la loro attività libero professionale; ma perché i cardiologi, i pediatri, i dentisti, i ginecologi i dermatologi, gli oculisti etc… non fanno attività libero professionale al di fuori degli orari di lavoro strutturato?…e cavolo siamo tutti medici !!!….Ma lo sai che esiste anche il doppio canale di contrattazione? Perché non utilizzare questa strada in modo tale che vengano tutelati gli interessi di tutti: sia di quelli che preferiscono questo status giuridico (oltre l’80%) sia di quelli che invece preferiscono una stabilizzazione di diverso tipo (probabilmente solo i meno anziani, che sono in percentuale minima, e quei colleghi che, per scelta personale, hanno deciso di non fare altro).

Fiduciosa in una risposta esaustiva saluto e ringrazio.

Lettera firmata