Tutti i dipendenti pubblici fanno parte del polo unico

In seguito agli approfondimenti e verifiche con il Ministero della semplificazione e pubblica amministrazione e i Ministeri Vigilanti, i l 25 marzo scorso la Ragioneria Generale dello Stato ha chiarito che anche il personale delle Forze Armate (Esercito, Marina militare, Aeronautica militare), dei corpi armati dello Stato (Guardia di Finanza e Carabinieri, Polizia dello Stato, Polizia Penitenziaria) e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco è da considerare assoggettato alla normativa sul Polo Unico della Medicina Fiscale, pur riservando ad ulteriori approfondimenti la questione relativa all’esclusione di tale personale dall’obbligo della certificazione telematica di malattia.

Questo ha un significato meramente amministrativo: anche per queste amministrazioni, che erano state escluse dal polo unico tramite la circolare Inps n. 3265 del 9 agosto 2017, gli oneri relativi alle visite fiscali richieste per i propri dipendenti resteranno a carico dell’Inps, a valere sugli stanziamenti previsti dall’art. 22 del D. lgs. n. 75/2017.

Come già chiarito dall’ufficio legislativo del Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, la Ragioneria dello Stato ha così precisato:
si evidenzia che la soluzione proposta dall’INPS, secondo cui le visite fiscali nei confronti del personale appartenente alle Forze Armate, ai Corpi militari dello Stato e al Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco andrebbero svolte con oneri a carico dei datori di lavoro, non è in linea con quanto previsto dall’articolo 18 del decreto legislativo 75/2017 relativo al trasferimento all’INPS dell’attività di controllo sulle assenze dei dipendenti pubblici. Infatti l’articolo 22, comma 3, lettera a) del decreto legislativo 75/2017 attribuisce all’INPS i fondi necessari per poter svolgere i nuovi compiti relativi ai controlli medico-fiscali della malattia di tutti i dipendenti pubblici trasferendo le risorse attualmente impiegate dalle Amministrazioni Pubbliche e già disponibili a legislazione vigente. Pertanto, lo svolgimento delle visite fiscali con oneri a carico dei datori di lavoro è suscettibile di determinare maggiori oneri non previsti né quantificati.”
L’Inps, infatti, in base all’art. 22 del D. lgs n. 75/2017, incassa 50 milioni di euro all’anno, a partire dal 1° gennaio 2019, per effettuare le visite fiscali ai dipendenti pubblici, datoriali e d’ufficio: adesso il polo unico deve entrare finalmente a regime e raggiungere almeno un milione di visite fiscali all’anno per il settore pubblico, dati i costi attuali (vedi relazione 5/2018 della Corte dei Conti). Per il settore pubblico la situazione resta invariata con i 20 milioni di euro pagati dai datori di lavoro privati e i 18 milioni messi a bilancio dall’Inps per le visite predisposte d’ufficio per i dipendenti del settore privato per i quali eroga l’indennità di malattia.

Nel messaggio Inps 2109 del 3 giugno 2019, le amministrazioni pubbliche troveranno le relative disposizioni operative.

https://www.inps.it/NuovoportaleINPS/default.aspx?itemdir=52841&lang=IT

messaggio 2019 del 3 giugno 2019