Vargiu La precarietà mi sembra la peggior nemica della qualità

Parla l’onorevole Pierpaolo Vargiu, intervistato dalla nostra Direttrice Federica Ferraroni. L’onorevole ha accettato con grande cortesia e garbo di rispondere alle nostre domande.

 

1)  D.: Come vede la prospettiva del polo unico nell’ottica di una riorganizzazione stabile, armonica e semplificata della medicina fiscale?

R.:  Credo che il polo unico della medicina di controllo sia una prospettiva utile per migliorare e uniformare la qualità delle attività di verifica. L’obiettivo complessivo del sistema resta quello di mantenere una corretta percezione della cultura del lavoro, garantendo il diritto del lavoratore assente per motivi di salute, ma anche evitando l’utilizzo inappropriato o addirittura       illegittimo degli strumenti di garanzia. Ogni ipotetico abuso ha infatti un costo per il sistema, che verrebbe sostenuto da tutti e rischierebbe di ledere gli interessi legittimi degli stessi lavoratori. La medicina fiscale ha un ruolo fondamentale nella prevenzione, assai più che nella repressione: è per questo che è fondamentale che funzioni bene.

2) D.: Come riuscire a dare continuità ai DM in essere relativi alla figura del medico fiscale, soprattutto nell’ottica di dare sicurezza lavorativa nel rispetto delle incompatibilità già esistenti ?

R.: La medicina fiscale ricomprende situazioni lavorative consolidatesi nel tempo, spesso eterogenee tra loro. Non va però dimenticato che una parte significativa dei colleghi che svolgono attività di medicina di controllo, non appartiene certo alla categoria dei “giovani medici” e svolge la propria attività in regime sostanziale di esclusività. Non si tratta dunque soltanto di mettere mano alle norme di riferimento, identificando le migliori “soluzioni quadro”. Si tratta anche, e soprattutto, di tutelare l’attività di molti colleghi che hanno nella medicina fiscale l’unica o la prevalente fonte economica di sussistenza per se stessi e per le proprie famiglie.

3) D.: Come vede la possibilità eventuale di un nuovo decreto ponte per far fronte all’emergenza e traghettarci verso una definizione legislativa stabile?

R.: Non ho niente contro i decreti ponte e le soluzioni transitorie. Credo però che, nota la situazione lavorativa dei medici fiscali e altrettanto nota la crucialità del settore della medicina di controllo per il buon funzionamento degli istituti di garanzia legati alla malattia del lavoratore, il Parlamento dovrebbe agire con coraggio e radicalità. Non sono un appassionato della tecnica del rinvio e delle soluzioni tampone. Mi sembra invece che ci siano tutte le condizioni per una ristrutturazione del sistema che dia certezza sugli obiettivi strategici del settore e, conseguentemente, sulla garanzia di chi ci opera. In questo caso, la precarietà mi sembra la peggior nemica della qualità.

 

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