VERSO IL POLO UNICO

La redazione della rivista Lamedicinafiscale.it non può fare a meno di congratularsi con tutti i membri della XII Commissione Affari Sociali per il lavoro fin qui svolto nell’indagine conoscitiva sulle problematiche inerenti alla medicina fiscale.
La disamina della complessa situazione è precisa e completa e arriva a conclusioni coerenti: è stata verificata l’utilità della funzione della medicina fiscale come tutela dei lavoratori e come deterrente all’assenteismo e si analizzano le diverse incongruenze della gestione attuale del servizio di controllo che viene effettuato in modalità diverse e con diversi risultati a seconda che si parli di settore pubblico (attualmente in carico alle ASL) e quello privato (in carico all’INPS).
Esaminate le diverse modalità del servizio INPS e ASL ed individuate le risorse, si procede ad un logico suggerimento operativo che sfocia nell’accorpamento, a carico dell’INPS, dei due settori, pubblico e privato, che garantirebbe un’ottimizzazione del servizio sfruttando le tecnologie informatiche e il personale formato da anni di attività che l’INPS ha già a disposizione, ottenendo così una semplificazione del servizio con una prevedibile riduzione della spesa, se analizzata nel suo complesso.
Si fà altresì presente che nella previsione della spending review, il settore della medicina non avrebbe dovuto essere coinvolto, come da raccomandazione dello stesso ministro Balduzzi del governo che varò la spending review stessa.
Su quest’ultimo punto, la dirigenza INPS ha preso decisioni autonome in materia di tagli di spesa che hanno, invece, interessato pesantemente il servizio di medicina fiscale e non è riuscita a fornire dati raccolti annualmente e sistematicamente tali da poter garantire un adeguato controllo pubblico con le conseguenti scelte organizzative opportune.
Vengono, quindi, prese in considerazione le misure da prendere nel breve termine e quelle da prendere nell’immediato.
Le misure da prendere nel breve termine prevedono l’accorpamento del servizio di controllo sul settore pubblico e privato a carico dell’INPS, utilizzando il corpo medico dei medici fiscali già in servizio presso INPS e ASL.

Per quanto riguarda, invece, le misure da prendere nell’immediato, ci preme sottolineare che l’applicazione immediata e letterale dell’emendamento, prevista nel penultimo paragrafo, e probabilmente pensata ad ulteriore garanzia dei medici fiscali in servizio, rischia di trasformarsi in un boomerang per tutta l’operazione polo unico
Tale applicazione infatti determinerebbe solamente l’immediata espulsione di circa 200 medici aventi una convenzione stipulata in data successiva al 31 dicembre 2007. Si creerebbe così un forte contrasto tra i medici INPS convenzionati in data antecedente al 31 dicembre 2007 ed un secondo gruppo di medici formato dai convenzionati INPS successivi al 31 dicembre 2007 ed i medici ASL.Tale contrasto, al di là dell’iniquità implicitamente contenuta, rischia di rallentare se non addirittura bloccare il processo di unificazione del sistema fiscale pubblico ASL col sistema fiscale INPS , anche in virtu’ dei ricorsi legali che innescherebbe per la palese disparita’ di trattamento.
Molto più utile sarebbe un invito forte e esplicito rivolto all’INPS affinché ripristini, magari anche parzialmente, un budget significativo per le visite di controllo. Ciò in virtù anche dei deludenti risultati ottenuti dall’INPS a seguito della sospensione quasi totale della attività ispettiva sulla malattia, oltre che di un danno erariale che si va lentamente delineando e per il quale non è possibile attendere tre anni di bilancio, come prospettato dalla dirigenza INPS stessa.

Federica  Ferraroni

Giuseppe  Battaglia

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