Verso l’agenzia unica ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale

Il 26 febbraio scorso (ieri, ndr) è stato presentato al Ministero del Lavoro il rapporto annuale dell’attività di vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale. I dati presentati fanno la fotografia di un Paese in cui imperversano lavoro nero e irregolarità di ogni genere.

Nel 2014 sono state controllate 221.476 aziende e, di queste, ben 142.132 sono risultate essere irregolari, in una percentuale del 64,1%, dato praticamente sovrapponibile a quello del 2013 (confermato il picco nei cantieri edili).

L’evasione contributiva è stimata nell’ordine di 1508 miliardi di euro, rispetto ai 1.421 miliardi del 2013 con un aumento del 6,1%.

Si è registrato un vero e proprio boom del lavoro nero nell’agricoltura.

I lavoratori in nero, all’interno della popolazione degli irregolari, vengono stimati in una percentuale del 42,6%, mentre nel 2013 erano il 36,03% con un incremento di quasi sette punti percentuali.

L’attività di ispezione nel 2014 ha bloccato 6.836  attività per il riscontro di lavoratori in nero: sono stati adottati solo due provvedimenti per gravi e reiterate violazioni sulla tutela della salute e della sicurezza.

In merito ad appalti, subappalti e voucher si registra un vero e proprio boom in agricoltura con un aumento dell’85% rispetto al 2013.

La piaga del lavoro minorile è ancora presente  con ben 172 casi rilevati.

Il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, insieme al direttore per l’attività ispettiva Danilo Papa, hanno confermato che il decreto per l’agenzia unica verrà portato in discussione nel Consiglio dei Ministri del prossimo 3 marzo, appena dopo il tavolo convocato in quella stessa mattinata con i sindacati: la riforma (già prevista all’interno del jobs act) prevede l’accorpamento in un’agenzia unica delle funzioni ispettive finora svolte da INPS, INAIL e Ministero del Lavoro.

“Vogliamo lavorare – dice il ministro Poletti- in una logica di tutela dei lavoratori, di mantenimento della corretta concorrenza fra imprese e di limitazione delle truffe ai danni dello Stato e delle Istituzioni. Faremo questo concentrandoci sulle violazioni sostanziali. Non può esistere che un’impresa subisca controlli continui: ci deve essere un controllo unico che valga per tutti e per anni”.

Le preoccupazioni dei sindacati, dal canto loro, sono numerose e vanno dal rischio di non avere più un controllo efficiente a quello di una riduzione del numero degli ispettori e di un calo delle loro assunzioni: l’obiettivo comune è quello di semplificare i controlli sulle aziende, rendendoli più snelli ed efficaci, evitando inutili doppioni, dando certezze sui controlli che devono garantire sicurezza sul lavoro, rispetto delle norme a tutela della salute e dell’ambiente, valorizzando la professionalità degli operatori del settore.

 

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