XI Commissione: interrogazione a risposta immediata

Il testo dell’ultima interrogazione parlamentare, in ordine temporale, sui medici fiscali presentato il 3 ottobre 2018 e, di seguito, quella del Ministero del lavoro del giorno seguente.

 

Camera dei Deputati XVIII LEGISLATURA

ATTI DI CONTROLLO E DI INDIRIZZO

Seduta n. 55 di mercoledì 3 ottobre 2018

Interrogazione a risposta immediata in Commissione:

 

POLVERINI e ZANGRILLO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   ai sensi degli articoli 18 e 22 del decreto legislativo n. 75 del 2017, di attuazione della legge delega n. 124 del 2015 («riforma Madia»), è stato istituito il polo unico per le visite fiscali;

   con decreto ministeriale 2 agosto 2017 è stato approvato l’atto di indirizzo per la stipula delle convenzioni tra Inps e organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale per lo svolgimento degli accertamenti medico-legali sui lavoratori dipendenti pubblici e privati assenti per malattia;

   il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha dichiarato che nel solo 2016 i controlli fiscali sono stati circa 600 mila grazie a 900 medici effettivi. Nel privato con oltre 321 mila visite sono stati scoperti quasi 35 mila assenti ingiustificati per un risparmio complessivo pari a 21,6 milioni di euro, a dimostrazione tangibile utilità di questi professionisti;

   l’attività dei medici fiscali rappresenta quindi per il datore privato un evidente strumento per prevenire e contrastare indebite assenze, e al tempo stesso rappresenta per l’Inps il mezzo per evitare pagamenti ingiustificati che pesano inevitabilmente sulla collettività;

   nel pubblico le visite fiscali permettono di aggredire le sacche di sprechi e inefficienze della pubblica amministrazione per meglio gestirne le risorse e valorizzare chi, nel personale, svolge adeguatamente e senza furbizie la propria attività;

   la fondamentale attività dei medici fiscali è soggetta a condizioni disagevoli: obbligo di sottostare all’assegnazione delle visite da effettuarsi per fascia di reperibilità; reperibilità, anche telefonica, gratuita; divieto di effettuare più di trenta giorni di assenze ingiustificate (non retribuite) nell’anno solare, pena la revoca dell’incarico; obbligo di giustificare gli ulteriori giorni di assenza fino ad un massimo di 150 (non retribuiti) pena la revoca dell’incarico; ferie, malattie e infortuni sul lavoro non retribuiti e non risulta alcuna forma previdenziale a carico dell’Ente;

   negli ultimi quattro mesi del 2017 l’Inps ha effettuato quasi 150 mila controlli a dimostrazione del fatto che anche in assenza della prevista convenzione i medici impiegati continuano a svolgere la propria attività con rigore e professionalità;

   dall’adozione dell’atto di indirizzo richiamato è stato aperto un tavolo di trattativa tra Inps e organizzazioni sindacali per la definizione della convenzione di cui allo stesso decreto ministeriale, senza che l’ente abbia mostrato la volontà di riconoscere alcuna tutela ai medici fiscali –:

   se il Ministro interrogato sia a conoscenza di quanto illustrato e se e quali iniziative intenda assumere, per quanto di competenza, perché questi professionisti vedano riconosciuti e tutelati i propri diritti nei confronti dell’Inps.  (5-00630)

 

La risposta del Ministero del Lavoro del 4 ottobre 2018:

 

CAMERA DEI DEPUTATI

Giovedì 4 ottobre 2018

68.   XVIII LEGISLATURA

BOLLETTINO DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI

Lavoro pubblico e privato (XI)

COMUNICATO ALLEGATO 7

5-00630 Polverini: Stipula delle convenzioni tra l’INPS e le organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale per lo svolgimento degli accertamenti medico-legali sui lavoratori assenti per malattia.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con un decreto legislativo ad hoc, nel maggio 2017, è stata data attuazione ad una parte della cosiddetta Riforma Madia ed in particolare si è accentrata sull’INPS la competenza in materia di visite fiscali sia per i dipendenti pubblici sia per quelli del settore privato. 
  Nello specifico, si è prevista la stipula di convenzioni tra l’INPS e le organizzazioni sindacali di categoria. 
  A partire dal 4 ottobre 2017 l’Inps ha convocato, in plenaria o in sessioni separate, le associazioni e organizzazioni sindacali per addivenire ad un accordo sul testo della convenzione. L’Istituto ha tentato la strada della massima inclusione di tutte le rappresentanze dei medici fiscali e della definizione di un testo convenzionale che incontrasse il gradimento e l’approvazione di tutte loro. Fin dall’inizio, tuttavia, le trattative sono state frenate dalle obiezioni di alcune organizzazioni dei medici sulla rappresentanza e rappresentatività sindacale e su chi fosse abilitato a trattare e sottoscrivere la convenzione con Inps. 
  L’Istituto ha, pertanto, individuato, come unica soluzione percorribile, quella di coinvolgere le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sui tavoli della Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati (SISAC) della medicina convenzionata con il Sistema Sanitario Nazionale (SSN), per la medicina generale e la medicina specialistica ambulatoriale. 
  L’esclusione di talune Organizzazioni, derivante dall’adozione di tale criterio, ha purtroppo innescato da parte delle medesime organizzazioni un contenzioso davanti il Tribunale di Roma che il 6 giugno scorso ha decretato il comportamento antisindacale dell’Inps. 
  L’Inps ha fatto sapere di aver fatto opposizione a tale decreto e la relativa udienza di discussione è stata fissata a febbraio 2019. 
  La vicenda giudiziale ha nei fatti vanificato il lungo e proficuo lavoro di trattativa per la definizione di un testo convenzionale che, nel tempo, aveva progressivamente avvicinato le posizioni delle due parti e sul quale testo, nei primi mesi del 2018, si era registrato un ampio consenso da parte della maggioranza delle organizzazioni dei medici. 
  In conclusione, posso assicurare che il Ministero del lavoro, consapevole del delicato e importante ruolo svolto dai medici fiscali e della necessità di garantire appropriate tutele a tali lavoratori, continuerà a monitorare la vicenda che potrà trovare una definitiva conclusione probabilmente solo all’esito del citato contenzioso giudiziario.